
(METEOGIORNALE.IT) L’Italia si prepara una irruzione di aria fredda che coinciderà proprio con le festività natalizie e con la massima espressione della fase instabile e fredda di tipo invernale, proprio per la Vigilia e Natale.
L’irruzione non si configura particolarmente significativa sotto l’aspetto termico, poichè la componente più fredda riguarderà le medie e alte quote atmosferiche;
nei bassi strati e in prossimità del suolo, le termiche saranno, si, piuttosto fredde, ma non in modo eclatante, con valori non oltre -4/-5° a 1300/1400 m circa.
Insomma, un’azione invernale classificabile di media portata, tuttavia importante per durata, circa 72 ore, e anche per l’instabilità associata, su diverse aree appenniniche insistente e, per alcune fasi, anche di corposa intensità.
L’aria piuttosto fredda in quota, per di più, e anche un regime barico depressionario abbastanza significativo al suolo, favoriranno diffusamente il fenomeno nevoso fino a bassa quota, in particolare sul Centro Sud Appennio.
Su questo settore, localmente le nevicate potranno essere anche abbondanti con accumuli di diverse decine di centimetri, specie tra Sud Marche, Reatino, Abruzzo, Molise, Nord Campania, Nord Puglia e rilievi calabresi e nord-siciliani, qui magari di più alle quote di media e bassa montagna.
Dunque, un Natale fiabesco come non si vedeva da anni (oltre 20, dal 2003) su queste aree, ma sul resto dell’Italia la prossima irruzione si annuncia pressochè insignificante.
A parte effetti instabili e invernali anche per il settore alpino più settentrionale, anche esso esposto alle correnti da Nord e con diffuse nevicate fino in valle nella fase iniziale dell’irruzione (specie oggi e domani), il resto dell’Italia vedrà scorrere pressochè ininfluente l’affondo perturbato a carattere freddo.
Certo, ci saranno nottate serene sulle aree non coinvolte nell’instabilità, specie interne tirreniche centro-settentrionali e del Nord in genere, con irraggiamento e temperature basse mattutine e anche con estese gelate, ma poi più mite di giorno e, soprattutto, senza instabilità invernale.
Ma come sarà, poi, il tempo verso Capodanno? Appena passata l’azione fredda merdiana natalizia, la fase verso Capodanno (e qui è d’obbligo il condizionale) evolverebbe all’insegna di una pressione in progressivo aumento anche al Centro Sud, con fenomeni, quindi, su queste aree, sempre più scarsi e circoscritti.
La circolazione fino a fine anno, però, rimarrebbe impostata dai quadranti orientali, abbastanza freddina al Centro Sud dove, infatti, si configurerebbe ancora un sotto media termico, sebbene contesto medio meno freddo rispetto alla fase natalizia.
Non sarebbe escluso, però, qualche improvviso inserimento, nel flusso orientale, di possibili, circoscritte “gocce fredde” in quota, in moto retrogrado dall’Est Europa e verso il bacino centrale del Mediterraneo. In questo caso, potrebbe esserci una temporanea recrudescenza dell’instabilità invernale ed, eventualmente, da ponderare dove di più, stante l’imprevedibile traiettoria di eventuali “gocce fredde”.
Insomma, fase tra Natale e Capodanno, governata sempre da correnti settentrionali o orientali, con maggiore stabilità generale, per via di un prorgessivo aumento della pressione, ma ancora con fastidi computabili di più su estremo Sud e Isole.
Tra l’altro, non si starebbe proprio del tutto fuori dal rischio di qualche improvvisa scorribanda di nucleo freddo da Est.
Per inizio anno nuovo, invece, potrebbe esserci una tendenza, già da subito, a temporaneo cambiamento della circolazione, con possibile avvento di aria più mite occidentale e con qualche pioggia in più in via generale.
L’instabilità, tuttavia, non si configurerebbe particolarmente significativa, se non sull’alto Tirreno, mentre le temperature sarebbero in generale aumento, per aria più mite atlantica.
Tempo da Capodanno alla Befana, quindi, verosimilmente più mite e relativamente umido, precipitazioni irregolari, ma più probabili un po’ su tutto il territorio, e locali nevicate a quote di media montagna.
E a seguire, nessuna nuova azione fredda in vista? In realtà, dalla Befana in avanti e verso metà mese, ci sarebbe qualche indicazione verso una nuova possibile meridianizzazione della manovra barica e altri tentativi di incursione polare o artica verso l’Italia, ma, per ora, ci sono solo fumosi indizi, tuttavia da indagarci meglio sopra nei prossimi aggiornamenti. (METEOGIORNALE.IT)
