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Comunicazione ripristinata: la sonda Voyager 1 torna a trasmettere dati dallo spazio profondo

Maria Trevisan di Maria Trevisan
01 Dic 2024 - 09:32
in Magazine
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(METEOGIORNALE.IT) La NASA ha recentemente annunciato il successo nel ripristino delle comunicazioni con la sonda Voyager 1, dopo un’interruzione avvenuta a ottobre a causa di un problema energetico. Attualmente situata a circa 24,9 miliardi di chilometri dalla Terra, la sonda continua a viaggiare nello spazio interstellare, nonostante i suoi 47 anni di servizio e le crescenti limitazioni imposte dal decadimento del plutonio nei suoi generatori.

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Il problema è stato provocato dall’attivazione involontaria di un riscaldatore, progettato per proteggere gli strumenti di bordo dal freddo estremo dello spazio profondo. Questo evento ha attivato il sistema di protezione automatica della sonda, il quale, rilevando un livello energetico insufficiente, ha disattivato il trasmettitore principale in banda X e attivato quello secondario in banda S. Tuttavia, a causa della distanza straordinaria, i segnali in banda S erano troppo deboli per essere rilevati dalla Deep Space Network.

 

Dopo settimane di analisi, i tecnici della NASA sono riusciti a risolvere il problema a inizio novembre, ripristinando le comunicazioni tramite la banda X il 18 novembre. Voyager 1 ha così ricominciato a inviare dati dai suoi quattro strumenti ancora funzionanti, tra cui:

Low-Energy Charged Particle Experiment, che analizza le particelle a bassa energia.

Cosmic-Ray Telescope, per lo studio dei raggi cosmici.

Triaxial Fluxgate Magnetometer, che misura i campi magnetici.

Plasma Waves Experiment, per rilevare le onde di plasma nello spazio interstellare.

Questi strumenti, nonostante operino a temperature ben al di sotto di quelle previste durante la progettazione, continuano a fornire preziosi dati scientifici.

 

Non è la prima volta che Voyager 1 affronta difficoltà. Negli ultimi anni, in particolare tra il 2022 e il 2023, la sonda ha inviato dati incoerenti, causando preoccupazioni tra i tecnici. Anche la sua gemella, Voyager 2, ha incontrato problemi simili, ma entrambe le sonde hanno dimostrato una resilienza straordinaria nel corso della loro missione.

 

Lanciate nel 1977, le sonde Voyager hanno superato di gran lunga le aspettative iniziali. Durante il loro viaggio, hanno esplorato i principali satelliti di Giove e Saturno, oltre a fornire le uniche osservazioni ravvicinate di Urano e Nettuno. Entrate nello spazio interstellare, le Voyager continuano ad avanzare verso l’ignoto, nonostante la perdita annua di circa 4 watt di energia nei loro generatori termoelettrici. (METEOGIORNALE.IT)

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