L’ondata di gelo, iniziata a fine gennaio, ha raggiunto il suo apice nei primi giorni di febbraio, portando con sé un manto bianco che ha ricoperto persino zone costiere e località solitamente poco avvezze alla neve.
Il primato delle temperature più basse è stato registrato in Abruzzo, dove il termometro è sceso a livelli record: -37,4°C ai Piani di Pezza (Rocca di Mezzo), stabilendo il nuovo record nazionale di temperatura minima. Anche altre località abruzzesi hanno sperimentato temperature estreme, con -35,8°C sull’Altopiano di Marsia e -28,6°C a Tagliacozzo.
L’eccezionalità dell’evento non si è limitata alle sole temperature. In Umbria, l’altopiano di Castelluccio di Norcia ha vissuto notti con temperature costantemente sotto i -25°C, toccando punte inferiori ai -30°C. Sul monte Vettore, la neve ha resistito per tutta l’estate, sciogliendosi completamente solo a metà settembre, un fenomeno rarissimo per le latitudini italiane.
Le nevicate hanno interessato l’intero territorio nazionale, con accumuli che hanno raggiunto i 2 metri in pianura e i 5 metri in montagna. Città come Roma, dove la neve è un evento raro, sono state imbiancate due volte nel giro di pochi giorni, offrendo uno spettacolo che non si vedeva da anni. Nel Nord-Ovest, il Piemonte e la Liguria sono state le prime regioni a essere colpite, con accumuli fino a 70 cm nel cuneese.
In Toscana, la neve ha raggiunto persino le coste, con Viareggio e le Cinque Terre che hanno visto un manto bianco spesso oltre i 10 cm. L’Emilia-Romagna ha registrato nevicate storiche, con accumuli fino a 4,5 metri in collina e 200 cm a Cesena, segnando un picco di nevosità che non si verificava da almeno un secolo.
Il Sud non è stato risparmiato: in Puglia, la Murgia ha visto cadere più di 30 cm di neve, mentre nella provincia di Foggia gli accumuli hanno superato i 50 cm sui monti della Daunia, isolando alcuni centri abitati.
Questo evento meteorologico eccezionale ha messo alla prova le infrastrutture e la resilienza delle comunità italiane. A Trieste, per esempio, le temperature sulla costa sono scese a minime di -10/-12 gradi, con massime di -6 gradi, causando la formazione di ghiaccio marino alto decine di centimetri sui moli marittimi.
L’inverno del 2012 rimarrà negli annali della meteorologia italiana come uno degli episodi più intensi e diffusi di freddo e neve degli ultimi decenni, ricordando a tutti la potenza e l’imprevedibilità meteo della natura.