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Ultimamente abbiamo scritto svariati editoriali dedicati al Mediterraneo. Abbiamo approfondito il discorso del riscaldamento globale, dei conseguenti cambiamenti climatici e della conseguente estremizzazione meteo climatica. Rispetto a qualche decennio fa è cambiato tanto, per non dire tutto.

 

L’Estate 2024 ha segnato un ulteriore punto di svolta, nel senso che le temperature raggiunte dalle acque superficiali sono state a dir poco folli. Temperature di oltre 30°C normalità? Togliamocelo dalla testa, temperature di quel tipo non avrebbero nulla a che vedere con la normalità termica dei nostri mari.

 

Chi vuol far credere che sia normale è tendenzioso, poi sì, dire che dovremo abituarci perché tali temperature si raggiungeranno con maggior frequenza ci sta. Ma se permettete non vogliamo minimamente abbassare la guardia, soprattutto non vogliamo rassegnarci perché rassegnarsi vorrebbe dire non mettere in atto alcuna misura preventiva.

 

Di misure preventive, vedi cronaca meteo, v’è assolutamente necessità. Ma la domanda che ci si dovrebbe porre è la seguente: deve succedere il finimondo per rendersi conto che qualcosa è cambiato? Devono accadere tragedie come quella di Valencia per rendersi conto che stiamo raggiungendo il punto di non ritorno?

 

Beh, probabilmente è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e provare a mutare il corso degli eventi. Almeno provarci, poi magari non ci si riesce, ma abbiamo conoscenze e mezzi per mettere in atto misure preventive efficaci. A partire dalle previsioni meteo, o comunque dall’interpretazione dei modelli previsionali.

 

La meteorologia può far tanto, poi sta a chi di dovere non sottovalutare determinati scenari meteo climatici. Ed è per questo che in situazioni di un certo tipo vi invitiamo, giustamente, a seguire i bollettini emessi dalle autorità competenti. Perché nel momento in cui ci si rende conto che un certo tipo di peggioramento potrebbe causare problemi la palla passa a chi di dovere.

 

Ma perché tutto questo discorso? Semplicemente perché non è ancora giunto il momento di abbassare la guardia. Niente affatto, c’è ancora tutto Novembre e il caldo anomalo degli ultimi giorni non aiuta certa a stemperare né le acque mediterranee né gli animi. Indi per cui sarà necessario continuare a monitorare la situazione, difatti sta partendo una settimana che potrebbe spalancare le porte a un cambiamento del tempo.

 

Che tipo di cambiamento? Beh, per questo abbiamo già scritto un editoriale ad hoc, comunque sia si sta procedendo verso un indebolimento dell’Anticiclone e verso l’isolamento di una goccia fredda. Quindi seguiteci, perché tra 24-48 ore sapremo dirvi di più anche e soprattutto su eventuale entità e distribuzione dei fenomeni.

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