
(METEOGIORNALE.IT) Un approccio innovativo alla comprensione della materia oscura sta prendendo forma presso il Virginia Tech, dove un team guidato dal fisico Patrick Huber esplora una metodologia non convenzionale. Invece di utilizzare telescopi o acceleratori di particelle avanzati, il gruppo sta analizzando antiche rocce terrestri alla ricerca di segni di collisioni con particelle elusive di materia oscura.
La materia oscura, una sostanza invisibile e ancora non osservata direttamente, costituisce circa l’85% della massa dell’universo. Sebbene non emetta né rifletta luce, la sua esistenza è dedotta dall’effetto gravitazionale che esercita sulla materia visibile. Secondo le teorie prevalenti, la materia oscura interagisce debolmente con la materia ordinaria, il che rende estremamente complesso il suo rilevamento diretto. Tuttavia, si ipotizza che possa occasionalmente collidere con nuclei atomici, lasciando tracce sottili ma rilevabili.
Il progetto, ospitato presso il Robeson Hall del Virginia Tech, mira a individuare queste tracce nelle antiche strutture cristalline delle rocce. Le collisioni con particelle di materia oscura potrebbero aver causato microscopici spostamenti dei nuclei atomici nei cristalli minerali, creando anomalie strutturali che possono essere rilevate con tecniche avanzate.
Il team utilizza immagini ad alta risoluzione per analizzare i cristalli e isolare potenziali segni distintivi. L’obiettivo è identificare tracce uniche sottraendo le distribuzioni di particelle già conosciute, come quelle dei raggi cosmici o di altre forme di radiazione naturale.
Attualmente, gli scienziati stanno conducendo esperimenti preliminari utilizzando fluoruro di litio sintetico, un materiale ideale per mappare le tracce lasciate dai raggi cosmici. Questo passo è cruciale per creare una base di confronto e distinguere gli effetti convenzionali dalle possibili interazioni con la materia oscura.
Le sfide sono molteplici. Le rocce terrestri sono esposte a diverse fonti di radiazione nel corso di milioni di anni, rendendo complesso il processo di discriminazione tra segnali riconducibili alla materia oscura e quelli dovuti ad altre cause. Ma la dedizione del team, supportata da tecnologie avanzate, sta aprendo nuove possibilità nel campo della fisica delle particelle. (METEOGIORNALE.IT)
