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Home Cambiamento climatico

Quando il ghiaccio raggiunse l’equatore: la più grande era glaciale terrestre

Maria Trevisan di Maria Trevisan
20 Nov 2024 - 17:06
in Cambiamento climatico
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(METEOGIORNALE.IT) La teoria della Terra a Palla di Neve, secondo cui immensi ghiacciai avrebbero ricoperto l’intero pianeta, fino all’equatore, è oggi largamente accettata dalla comunità scientifica. Tuttavia, l’evidenza che queste glaciazioni globali abbiano coinvolto anche le zone interne dei continenti, tradizionalmente più aride, ha intensificato il dibattito su come la vita sia riuscita a sopravvivere in condizioni così estreme.

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Gli studi precedenti avevano già evidenziato segni di antiche glaciazioni in regioni lontane dai poli e dalle montagne, tipiche delle ere glaciali più recenti. La scoperta di simili evidenze in aree tropicali inizialmente suscitò scetticismo: sembrava incredibile che il pianeta fosse stato tanto freddo da consentire ai ghiacciai di raggiungere l’equatore. Tuttavia, con il crescente numero di prove raccolte, l’ipotesi di un congelamento globale è divenuta sempre più solida.

Nonostante il consenso sulla drastica riduzione della temperatura terrestre – circa 60°C in meno rispetto ai livelli attuali – rimangono incertezze sulla copertura glaciale totale nei territori interni dei continenti, caratterizzati da precipitazioni scarse.

 

Un’importante conferma arriva da uno studio recente guidato dal Dr. Liam Courtney-Davies, dell’Università del Colorado a Boulder, che ha esaminato rocce arenarie risalenti a 696-663 milioni di anni fa. Utilizzando tecnologie avanzate come la spettrometria di massa con ablazione laser e la datazione isotopica Uranio-Piombo, i ricercatori hanno individuato prove fisiche dell’avanzata dei ghiacciai fino alle zone interne dei continenti all’altezza dell’equatore.

Le rocce analizzate mostrano vene mineralogiche formatesi grazie alla pressione esercitata dai ghiacciai e al calore geotermico. Fenomeni simili si osservano oggi nella Baia di Ross, in Antartide. Questi risultati non solo rafforzano la teoria della Terra a Palla di Neve, ma aprono nuove riflessioni sulla sopravvivenza delle forme di vita durante periodi climatici estremamente critici.

 

L’idea che anche le aree interne aride siano state completamente congelate suggerisce un quadro di condizioni climatiche estreme, che avrebbero reso difficile la sopravvivenza di forme di vita. Questo pone interrogativi su come gli organismi viventi siano riusciti a superare tali periodi senza necessità di un nuovo inizio evolutivo. (METEOGIORNALE.IT)

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