
(METEOGIORNALE.IT) Nelle Highlands scozzesi, un particolare accumulo di neve chiamato Sfinge ha subito un completo scioglimento per il quarto anno consecutivo, un fenomeno raro che si è verificato soltanto dieci volte negli ultimi tre secoli. La Sfinge, situata sul versante del Braeriach, la terza vetta più alta della Gran Bretagna, è tradizionalmente riconosciuta come la neve più persistente del Regno Unito, mantenendosi sulle montagne delle Cairngorms anche quando il resto delle nevi stagionali si è già ritirato.
Questa fusione rappresenta un fenomeno preoccupante che riflette una tendenza climatica in accelerazione. Infatti, durante il XX secolo, la Sfinge si è sciolta completamente solo in tre occasioni. Tale persistenza la rende particolarmente sensibile a leggere variazioni di temperatura, facendone un importante indicatore dei cambiamenti climatici in corso. L’assenza della Sfinge offre indizi preziosi sugli effetti del riscaldamento globale nelle Highlands scozzesi e, in senso più ampio, nel contesto climatico globale.
Grant Moir, direttore dell’Autorità del Parco Nazionale delle Cairngorms, ha dichiarato che il cambiamento climatico rappresenta una delle priorità centrali del parco. La fusione della Sfinge dimostra quanto gli impatti climatici si stiano intensificando nelle Highlands. Oltre alla scomparsa delle nevi perenni, la regione è sempre più soggetta a fenomeni climatici estremi, come frequenti tempeste e inondazioni, seguiti da lunghi periodi asciutti che accrescono il rischio di incendi.
Queste variazioni nella copertura nevosa hanno ripercussioni sugli ecosistemi montani, alterando il ciclo idrologico naturale delle Highlands. In un ciclo normale, la neve si scioglie progressivamente e rifornisce i corsi d’acqua montani. Tuttavia, la riduzione della neve perenne causa uno scioglimento più rapido e irregolare, incidendo su ambienti cruciali come le aree di deposizione delle uova di salmone e compromettono l’equilibrio ecologico dei fiumi.
In tale contesto, le azioni per l’adattamento e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico diventano fondamentali per preservare la biodiversità e la qualità della vita nel parco. Le Highlands Cairngorms sono abitazione per circa 18.000 persone, con oltre due milioni di visitatori ogni anno. Le condizioni climatiche estreme non solo comportano danni materiali significativi, ma minacciano anche il turismo, elemento essenziale dell’economia locale.
Moir ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio che consenta a natura e comunità di prosperare insieme. Investimenti in iniziative a favore della natura, della biodiversità e della comunità sono imprescindibili per garantire un futuro sostenibile per il parco nazionale, e per proteggere l’ambiente naturale dalle pressioni climatiche e dalle conseguenze che derivano dal riscaldamento globale. (METEOGIORNALE.IT)
