La Siberia piena di Neve, rischio ripercussioni METEO invernali precoci. Anche in Italia
Ecco perché e quando potrebbe accadere
Ebbene sì, dobbiamo necessariamente parlare di quel che sta accadendo nell’emisfero settentrionale in termini di copertura nevosa . Quindi dobbiamo occuparci di condizioni meteo climatiche apparentemente lontane anni luce da noi, ma al contempo capaci di influenza – più in là – l’andamento dell’Inverno.
Partiamo da un presupposto: la copertura nevosa non è l’unico elemento da considerare . Tuttavia, giusto evidenziarlo, può rivelarsi una variabile imprescindibile soprattutto se in relazione allo sviluppo del Vortice Polare. Vortice Polare che in questo periodo sta pigiando sull’acceleratore ma se paragoniamo i giri del motore attuali a quelli degli ultimi anni siamo ai bassi regimi.
Che significa? Che il Vortice Polare sta avendo difficoltà a metter su velocità, ciò potrebbe tradursi in disturbi precoci e tali disturbi potrebbero sfociare in trasferimenti d’aria fredda verso sud. Quando? Già a fine Ottobre, o comunque nel mese di Novembre. Ed è per questo, se seguite costantemente i nostri approfondimenti, che da un po’ di tempo a questa parte stiamo focalizzando l’obbiettivo sul prossimo mese.
Obbiettivo focalizzato sull’Inverno , su eventuali irruzioni artiche capaci di portarci anomalie termiche negative. Anomalie termiche negative uguale condizioni favorevoli a nevicate a bassa quota. Magari non in pianura, ma in collina certamente sì. Abbiamo addirittura ipotizzato una data, quella di metà Novembre.
Eppure, osservando i segnali atmosferici succitati, si potrebbero anticipare i tempi . Tornando infatti alla copertura nevosa siberiana, ben oltre la media del periodo, potrebbe tradursi in un rapido rafforzamento dell’Anticiclone Russo-Siberiano e tale struttura potrebbe giocare un ruolo primario nell’inviare – più in là nel tempo (magari a Dicembre, magari a Gennaio, vedremo) – flussi di calore verso la stratosfera.
Tali flussi andrebbero a disturbare il Vortice Polare , che in presenza di calore proveniente dalla troposfera potrebbe indebolirsi e modificare la propria struttura circolare. Indebolimento che, lo ripetiamo, di solito preannuncia scambi meridiani particolarmente vivaci e quindi discese d’aria fredda a medie latitudini.
C’è anche un altro elemento da considerare: le anomalie bariche sull’Artico occidentale. Già, in questo periodo è presente un’area anticiclonica che sta disturbando non poco il normale processo di sviluppo del Vortice Polare. Ecco quindi un altro motivo per il quale siamo portati a credere che tra non molto potremmo assistere ai primi freddi invernali.
Freddi precoci, è vero, freddi che potrebbero causare non poco trambusto in seno al Mediterraneo . Un Mediterraneo ancora caldo, che pertanto potrebbe rispondere “presente” sostenendo fenomeni atmosferici ancora una volta violenti. Ma questo sarà argomento di ulteriori approfondimenti.
