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Gelo natalizio: l’Italia rischia temperature polari a Dicembre 2024

Vi spieghiamo le cause

Antonio Romano di Antonio Romano
15 Ott 2024 - 07:15
in Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il mese di dicembre, con l’avvicinarsi delle festività natalizie, porta spesso un aumento del rischio di ondate di freddo intenso e gelo in diverse zone d’Italia. La probabilità di avere un Natale caratterizzato da temperature rigide è un tema di interesse per chi pianifica viaggi o eventi all’aperto in questo periodo. Sebbene la variabilità del clima mediterraneo renda difficile prevedere con certezza le condizioni meteorologiche per il Natale 2024, alcuni modelli stagionali indicano la possibilità di un importante calo delle temperature.

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Uno degli elementi chiave che potrebbe contribuire a un Natale gelido è l’arrivo di masse d’aria fredda di origine artica. Queste correnti fredde, come il famoso “Buran” o “Burian”, hanno spesso origine nell’Artico o in Russia e possono spingersi verso sud, investendo l’Europa e l’Italia con venti gelidi e temperature sotto lo zero. Se le condizioni atmosferiche globali favoriscono una discesa di tali correnti proprio nel periodo natalizio, il gelo potrebbe colpire buona parte della Penisola. Un fattore cruciale è il comportamento del jet stream, una corrente d’aria che separa le masse d’aria calda da quelle fredde. Se il jet stream si sposta verso latitudini meridionali, le ondate di freddo potrebbero colpire direttamente l’Italia.

 

Le dinamiche atmosferiche globali influenzano pesantemente il meteo locale. In particolare, il fenomeno della Niña, che coinvolge principalmente l’Oceano Pacifico, potrebbe modificare i modelli meteorologici globali, contribuendo all’arrivo di aria fredda in Europa. Anche se la Niña ha effetti diretti su aree lontane come il Pacifico, la sua influenza può estendersi fino al Mediterraneo, aumentando il rischio di gelo e nevicate nel periodo natalizio.

 

Un altro elemento che potrebbe favorire un Natale freddo è la posizione dell’anticiclone delle Azzorre, una vasta area di alta pressione che si estende sull’Atlantico. Se l’anticiclone si sposta verso nord, potrebbe deviare le correnti fredde verso il Mediterraneo, facendo arrivare masse d’aria gelida in buona parte dell’Italia. In questo contesto, il Nord Italia e le zone interne, come l’Appennino, sarebbero le aree maggiormente esposte al freddo, con un elevato rischio di gelo notturno e temperature che potrebbero scendere sotto lo zero. Le regioni costiere, invece, potrebbero beneficiare di un leggero effetto mitigante da parte del mare, ma non è escluso che anche queste zone sperimentino freddo e nevicate.

 

Le ondulazioni del jet stream, che influenzano la posizione delle masse d’aria fredda e calda, potrebbero accentuare il rischio di gelo durante le festività natalizie. Se queste ondulazioni spostano un ramo della corrente a getto verso sud, l’Italia potrebbe essere investita da una ondata di freddo intenso, con temperature al di sotto della media stagionale. Questo scenario potrebbe portare alla formazione di gelate diffuse, soprattutto durante le ore notturne, creando le condizioni per nevicate anche a quote basse.

 

La lunghezza della notte in dicembre contribuisce ulteriormente al rischio di gelo. Durante questo mese, le giornate sono molto corte e le notti più lunghe, favorendo la perdita di calore accumulato durante il giorno e abbassando notevolmente le temperature notturne. Questo processo, noto come raffreddamento radiativo, è particolarmente accentuato nelle vallate e nelle pianure, dove l’aria fredda tende a ristagnare. A causa di questo fenomeno, le temperature potrebbero scendere drasticamente durante le notti di Natale, creando un ambiente favorevole per la formazione di gelate estese.

 

L’umidità dell’aria gioca anch’essa un ruolo importante nella percezione del freddo. In condizioni di aria secca, le temperature percepite possono sembrare ancora più basse di quelle effettive, aumentando il rischio di brina o gelate. Le previsioni meteo a lungo termine indicano che, se durante il Natale 2024 si verificassero condizioni di alta pressione con cieli sereni, l’umidità dell’aria potrebbe diminuire, favorendo la formazione di gelo su vaste aree dell’Italia.

 

In definitiva, il rischio di gelo in Italia a Natale 2024 dipenderà da molteplici fattori. La possibile discesa di aria artica, la posizione del jet stream e l’influenza della Niña potrebbero combinarsi per creare condizioni meteorologiche particolarmente fredde. Se tali condizioni si realizzassero, potrebbero verificarsi gelate notturne e nevicate anche in zone generalmente meno esposte, come le coste. (METEOGIORNALE.IT)

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Antonio Romano

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Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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