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Home Cambiamento climatico

Ghiacciai alpini: un’altra estate tragica, una fusione senza precedenti

Achille Mancini di Achille Mancini
03 Ott 2024 - 18:04
in Cambiamento climatico
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(METEOGIORNALE.IT) Durante l’estate appena trascorsa, i ghiacciai svizzeri hanno subito una nuova drastica riduzione del loro volume, evidenziando ulteriormente gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici. Dopo un biennio in cui il ghiaccio si è ridotto di oltre il 10%, quest’anno si è registrata una perdita del 2,5%. Gli esperti dell’Accademia delle Scienze Svizzera, specializzati nell’osservazione della criosfera, hanno attribuito questo fenomeno alle elevate temperature registrate a luglio e agosto, nonché all’assorbimento del calore causato dalla polvere sahariana giallo-rossastra depositatasi sui ghiacciai, intensificando la fusione del ghiaccio.

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Fino a giugno, le condizioni climatiche erano considerate “estremamente favorevoli” grazie a un innevamento superiore del 30% rispetto alla media stagionale, che aveva temporaneamente fornito una protezione aggiuntiva ai ghiacciai. Tuttavia, l’aumento delle temperature estive ha accelerato la fusione, con agosto che ha segnato la più grande perdita di ghiaccio mai registrata da quando sono iniziate le misurazioni. L’Accademia delle Scienze ha confermato che la fusione estiva è stata senza precedenti, superando perfino i livelli critici degli anni precedenti.

 

Il ritiro delle lingue glaciali prosegue senza sosta, con una perdita complessiva superiore alla media degli ultimi dieci anni. La rete di monitoraggio dei ghiacciai, GLAMOS, ha osservato che più della metà dei ghiacciai monitorati ha perso completamente la copertura nevosa durante l’estate, aggravando la situazione. I ghiacciai di Plaine Morte, Gries e Silvretta, situati a quote elevate, hanno mostrato una fusione significativa, con perdite di un metro o più in alcune aree.

 

Gli esperti di GLAMOS hanno identificato tre fattori principali responsabili di questa rapida fusione: le temperature medie molto elevate durante i mesi estivi, l’assenza di nevicate nei mesi critici e il trasporto di polvere sahariana da parte dei venti sud-occidentali durante l’inverno e la primavera. Questa polvere, depositandosi sui ghiacciai, ha incrementato l’assorbimento del calore, accelerando il processo di fusione del ghiaccio.

 

La Svizzera, che ospita il maggior numero di ghiacciai tra i paesi europei, ha assistito alla scomparsa del 4% del suo volume glaciale solo l’anno scorso, segnando il secondo più grande calo in un singolo anno dopo la riduzione del 6% registrata nel 2022. (METEOGIORNALE.IT)

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