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      Home » Alluvioni senza precedenti nell’Europa Centrale in seguito al transito di Boris: ecco perché è successo
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      Alluvioni senza precedenti nell’Europa Centrale in seguito al transito di Boris: ecco perché è successo

      Gianna Mauro
      Gianna Mauro
      Pubblicato: 17/09/2024
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      3 Min Lettura
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      L’Europa Centrale ha recentemente vissuto una settimana di condizioni meteorologiche estreme, caratterizzata da piogge torrenziali e inondazioni che hanno provocato danni ingenti e purtroppo anche vittime. Questi eventi sono stati causati dalla depressione Boris, che ha colpito paesi come Austria, Slovacchia, Romania, Repubblica Ceca e il sud della Polonia. In alcune zone, si sono registrate precipitazioni superiori ai 400 mm in soli tre giorni, causando inondazioni devastanti soprattutto in aree densamente popolate.

       

      Il fenomeno meteorologico è stato amplificato da una particolare configurazione sinottica. La depressione Boris è rimasta quasi stazionaria a causa della presenza di due robusti sistemi anticiclonici: uno situato sopra la Francia settentrionale, che garantiva tempo stabile in quella regione, e l’altro tra Russia e Ucraina. Questa disposizione ha impedito alla depressione di spostarsi, generando così precipitazioni prolungate sulle stesse zone per giorni consecutivi.

       

      Un altro fattore decisivo è stato il contrasto tra masse d’aria. All’inizio della settimana, una massa di aria fredda ha raggiunto l’Europa occidentale, portando temperature sotto la media stagionale, con anomalie tra -5°C e -10°C in quota. Nello stesso periodo, nell’Europa orientale, le temperature sono salite oltre i 25°C a Mosca, con anomalie tra +6°C e +9°C. Questo conflitto termico ha creato una forte instabilità atmosferica, con un gradiente termico verticale molto marcato al centro della depressione Boris, facilitando così la formazione di forti precipitazioni.

       

      Un elemento chiave che ha intensificato l’evento è stata la forte presenza di vapore acqueo. La depressione Boris, attraverso la sua rotazione, ha attirato aria calda e umida dal Mar Adriatico e dal Mediterraneo, ancora relativamente caldi per la stagione. Quando questa aria umida si è scontrata con quella fredda in quota, soprattutto lungo le catene montuose di Austria e Repubblica Ceca, si sono create le condizioni ideali per intense precipitazioni. La topografia montuosa ha ulteriormente aggravato la situazione, intensificando le piogge e causando la rapida trasformazione dei corsi d’acqua in fiumi di fango che hanno travolto infrastrutture e abitazioni.

       

      Questi eventi estremi sono in aumento sia per frequenza che intensità, una tendenza che molti collegano agli effetti del cambiamento climatico. Sebbene non si possa attribuire un singolo evento al riscaldamento globale, è evidente che l’innalzamento delle temperature superficiali del mare gioca un ruolo significativo. Questo riscaldamento aumenta la quantità di umidità nell’atmosfera, fornendo energia per la formazione di precipitazioni intense e prolungate. Il caso della depressione Boris dimostra come configurazioni meteorologiche specifiche possano essere aggravate dalle condizioni climatiche globali, aumentando il rischio di eventi meteorologici estremi in futuro.

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