
(METEOGIORNALE.IT) Il processo impiega materiali bidimensionali noti come dicalcogenuri di metalli di transizione, sui quali vengono depositati i materiali plastici. Successivamente, questi ultimi vengono illuminati per innescare la reazione. Il professor Yuebing Zheng, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università del Texas, sottolinea l’importanza di questa scoperta per il progresso della chimica verde e per l’indirizzamento delle sfide ambientali attraverso la trasformazione di inquinanti in sostanze chimiche riutilizzabili.
La ricerca ha coinvolto anche l’Università della California, Berkeley, l’Università di Tohoku in Giappone, il Lawrence Berkeley National Laboratory, l’Università Baylor e la Pennsylvania State University. Il finanziamento è stato fornito da diverse istituzioni, tra cui i National Institutes of Health e la National Science Foundation.
Il team ha utilizzato una luce a bassa potenza per rompere i legami chimici dei polimeri, trasformandoli in punti carboniosi luminescenti, che potrebbero trovare applicazione come dispositivi di memoria nelle tecnologie informatiche di nuova generazione. Questa specifica reazione è nota come attivazione C-H, durante la quale i legami carbonio-idrogeno in una molecola organica vengono selettivamente spezzati e trasformati in nuovi legami chimici.
L’attivazione C-H indotta dalla luce dimostrata in questo studio può essere applicata a molti composti organici a catena lunga, inclusi il polietilene e i tensioattivi comunemente utilizzati nei sistemi di nanomateriali. Ulteriori ricerche e sviluppi sono necessari per ottimizzare questo processo e scalare l’applicazione a livello industriale.
In sintesi, questa ricerca non solo offre una nuova strategia per il riciclaggio efficiente della plastica, riducendo l’inquinamento, ma apre anche la strada a potenziali applicazioni più ampie nel campo della sostenibilità ambientale e della tecnologia avanzata. (METEOGIORNALE.IT)
