(METEOGIORNALE.IT) Le previsioni meteo per Luglio ed Agosto, i due mesi centrali dell’Estate 2024, indicano che avremo caldo crescente in gran parte d’Italia, con un riferimento particolare sulle regioni del Centro e del Sud, oltre che sulle Isole Maggiori. Queste aree potrebbero affrontare ondate di calore intense come quelle dell’Estate del 2023. Al contrario, il Nord Italia potrebbe beneficiare di un clima leggermente più mite grazie alle correnti oceaniche che dovrebbero mitigare il calore estremo.

Le condizioni meteo in Europa vedranno la Francia, le Isole Britanniche e parte dell’Europa Centrale con temperature al di sopra della media, ma non estreme come in altre regioni. Il Mediterraneo rimarrà caldo. Le regioni alpine e prealpine, inclusa la Lombardia con città come Milano e Bergamo, godranno di precipitazioni abbondanti durante questo periodo.
Un problema significativo previsto per l’estate 2024 è la siccità, particolarmente grave nel Sud Italia, in aree come la Sardegna Orientale e la Sicilia. Questa situazione è aggravata dal fenomeno de La Niña, che segue il termine di El Niño, contribuendo a condizioni meteo globali estreme, con ondate di calore record in diverse parti del mondo come Egitto, Messico, Sud-est Asiatico e India.
Le ripercussioni della Niña si faranno sentire nei prossimi mesi
Il Climate Prediction Center della NOAA ha osservato che le temperature superficiali del mare nell’Oceano Pacifico equatoriale sono già inferiori alla media, segnalando l’inizio de La Niña. Questo fenomeno è previsto per iniziare a luglio, con effetti più evidenti nei mesi successivi. Nonostante l’inizio de La Niña, le temperature globali continuano a essere superiori alla media, indicando un persistente riscaldamento globale.
La transizione verso La Niña intensificherà gli eventi meteo estremi, con un aumento delle precipitazioni previsto nel Sud-est Asiatico, in Africa, Brasile e Australia, mentre le Americhe occidentali e l’Africa nord-orientale potrebbero sperimentare periodi di siccità. Inoltre, La Niña potrebbe causare un aumento delle tempeste nell’Atlantico, con il rischio di uragani anche nel Mediterraneo durante l’autunno e l’inverno, portando potenziali nubifragi e alluvioni lampo in Italia. (METEOGIORNALE.IT)
