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Meteo: la data di inizio dell’ondata di caldo record, e peggiore a quella del 2003

Meteo luglio: previste ondate di calore estreme

Federico De Michelis di Federico De Michelis
06 Lug 2024 - 15:45
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Alla Prima Pagina Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) Dopo metà luglio potrebbe aprirsi una fase nuova, concretizzandosi soprattutto nel finire del mese, per raggiungere l’apice nella prima decade di agosto. Vi parlo di una feroce ondata di calore. L’estate 2024 difficilmente ne sarà esente, nonostante qualche voce di ottimismo per parte del Nord Italia, soprattutto il settore occidentale. Ma nel resto del Paese andrebbe a prevalere quella che si chiama anomala ondata di calore africano.

 

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Nel 2017 luglio scorreva tra ondate di caldo moderate e periodi anche di fresco, con persino il ritorno della neve sulle Alpi e le cime appenniniche, ma ecco che nel finire del mese si ebbe un’escalation esagerata di calore, come quella vista in altri anni. In quel periodo le correnti oceaniche sono solite perdere forza, e questo a favore dell’espansione dell’alta pressione africana, considerato che manca ormai da decenni una stagione estiva con l’alta pressione delle Azzorre, che per ampi periodi, forse alcune centinaia di anni, ha caratterizzato le nostre estati.

 

 

Quest’anno, però, l’Alta Pressione delle Azzorre ha una posizione tale che influenza marginalmente anche le isole dell’Oceano Atlantico europeo, dove scorre l’Aliseo da nord, e abbassa considerevolmente le temperature. Ad esempio, a latitudini come la Sicilia ci sono le Azzorre, e di giorno si fatica ad andare sopra i 20°C. Più a sud Madeira, dove l’estate è spenta dalla presenza di nubi basse, nebbie, foschie ed un clima mite, con temperature massime sui 23°C nel sud. Anche nelle aride isole Canarie il fresco prevale, e così nelle coste del Marocco, dove però appena si procede di alcune decine di chilometri verso l’entroterra, i termometri salgono ogni giorno da mesi ben sopra i 40°C.

 

Pertanto si potrebbe materializzare una fase di calura estrema avvalorata dalla riduzione di forza delle correnti oceaniche che già in questo periodo transitano diffusamente a nord delle Alpi, e che solo temporaneamente si spingono a sud come succede spesso durante la stagione estiva. Di anomalo c’è stato quest’anno il cambiamento meteo in questa settimana, dove abbiamo visto sfondare verso sud dell’instabilità atmosferica, che seppur modesta ha causato nubifragi e grandinate di eccezionale violenza.

 

 

Però, come detto prima, l’alta pressione africana dovrebbe iniziare a rinforzarsi ulteriormente, così come aumentare il gran caldo nell’amplissimo deserto del Sahara e questo andrebbe a discapito di tutta la fascia mediterranea, con invasione ricorrente e massiccia di aria rovente. Ed ecco che quindi l’Italia potrebbe essere protagonista di una feroce ondata di calore. Al momento attendiamo conferma di questo tipo di previsioni, abbiamo continui riferimenti a onde di calore che si spingono su parte della Sardegna, il centro-sud Italia, la Sicilia, per poi raggiungere picchi massimi al sud Italia. Attualmente fa molto caldo in Spagna, dove sono stati toccati 42 °C. Sono temperature che comunque non destano allarmismo, in quanto ogni anno vengono raggiunte. L’Europa mediterranea è estremamente vulnerabile alle ondate di calore essendo estremamente vicina all’Africa, ecco l’assenza dell’anticiclone delle Azzorre che mitigava le stagioni estive, non rimane altro che augurarsi il più possibile la durata di un flusso oceanico basso, per contrastare l’espandersi verso nord dell’anticiclone africano.

 

 

Ma in genere nella seconda parte di luglio, come abbiamo detto prima, queste correnti perdono forza e a quel punto non resta altro che osservare l’espansione galoppante di masse d’aria africana verso l’Italia, con temperature molto, molto elevate. E considerando che molte lande del nostro pianeta, compreso l’emisfero Nord, hanno visto temperature record e prolungate ondate di calore, il rischio che queste possano interessare l’Italia è da considerare.

Tuttavia, a differenza di annate come quella del 2017, dove proprio dopo la metà di luglio, ma in specie l’ultima parte del mese e la prima decade di agosto videro una ondata di calore di proporzioni gigantesche, con temperature che in Italia andarono a raggiungere i 45 °C in poche aree. Ebbene, rispetto al 2017 abbiamo un Oceano Atlantico delle coste europee più freddo della media perché per molto tempo abbiamo avuto correnti oceaniche da nord. E allora ecco che probabilmente nel coincidere delle fasi di gran caldo, alcune gocce d’aria fredda potrebbero riversarsi verso la regione alpina e forse anche più a sud, e innescare temporali forse anche catastrofici sulle regioni settentrionali, soprattutto nelle aree alpine, prealpine e la Valle Padana, con grandinate e temporali come quelli che abbiamo visto lo scorso anno, sulla fine di luglio, quando si ebbe un’escalation da record di eventi meteo estremi con danni diffusi.

 

 

Qui ovviamente siamo sulla fase ipotetica, attendiamo di osservare meglio con i modelli matematici l’evolversi della situazione, ma la via verso una fase di caldo particolarmente acuta è da considerare. Nel 2023, un’ondata di calore di eccezionale violenza, si ebbe in pieno agosto, addirittura dopo il Ferragosto, evento meteo ormai ricorrente dagli anni 2000 e poi, quando anche il mese di settembre riporta condizioni atmosferiche estive, per trasmetterle a parte di ottobre. Il clima è cambiato, e quindi tutto quello che succedeva in passato, oggi si manifesta diversamente, con eventi meteo che cambiano rispetto all’anno precedente, e che sono palpabili anche da coloro che non si occupano di meteorologia e climatologia. (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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