
(METEOGIORNALE.IT) Recentemente, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha rivelato che l’Africa e le sue popolazioni sono particolarmente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico, nonostante il continente contribuisca minimamente alle emissioni globali di gas serra. Il rapporto “The State of the Climate in Africa 2022” evidenzia che circa 110 milioni di persone sono state direttamente colpite da pericoli legati al clima, alle condizioni meteorologiche e all’acqua nel 2022, e che il ritmo di aumento delle temperature si è accelerato negli ultimi decenni, con pericoli climatici e meteorologici sempre più gravi.
Inoltre, si è registrato un aumento delle fatalità, con circa 5.000 morti associati a siccità e inondazioni. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che quasi 282 milioni di persone, quasi il 20% della popolazione del continente, soffrono di insicurezza alimentare e sono denutrite. In Africa occidentale, il 20% della popolazione è colpito dall’insicurezza alimentare, rispetto al tasso globale del 9,8%.
Il continente africano ha subito diverse ondate di calore, inclusa una particolarmente intensa nel febbraio 2024 durante il torneo di calcio della Coppa d’Africa, che ha costretto i giocatori a prendere pause extra per idratarsi. Secondo il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, negli ultimi 60 anni, l’Africa ha registrato un trend di riscaldamento più rapido rispetto alla media globale, portando attivisti per la giustizia sociale e ambientale a sollevare preoccupazioni sull’importanza del cambiamento climatico e le sue implicazioni uniche sulle società africane.
Inoltre, intense piogge incessanti durante la stagione delle “lunghe piogge” in Kenya, tra marzo e maggio, hanno causato la scomparsa di 91 persone, 169 morti e lo sfollamento di oltre 190.000 individui. Anche se molti attribuiscono le inondazioni al fenomeno naturale di El Niño, ricerche dimostrano che il cambiamento climatico causato dall’uomo ha intensificato le piogge durante la stagione delle piogge in Africa orientale.
Nel nord e nell’ovest dell’Africa, zone occupate in buona parte dal vasto deserto del Sahara, si sono verificate ondate di calore e temperature estremamente alte, causate da attività umane come la deforestazione e l’uso di combustibili fossili. In nazioni dell’Africa occidentale come Ciad, Burkina Faso, Mali e Niger, le temperature hanno superato i 43 gradi Celsius. A inizio aprile, la città maliana di Kayes ha registrato temperature di 48,5 gradi Celsius, con 102 decessi correlati al caldo a Bamako, molti dei quali tra persone sopra i 60 anni. La durata e la gravità dell’ondata di calore hanno reso difficile per la popolazione locale farvi fronte. (METEOGIORNALE.IT)
