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Si trattasse di un rischio meteo calcolato potremmo sostenere una previsione meteo sensata, invece no, stavolta il rischio meteo non è affatto calcolabile.
Vista la netta contrapposizione tra masse d’aria diametralmente opposte – da un lato l’aria rovente sahariana, dall’altro lato quella fresca oceanica – potrebbe accadere tutto o il contrario di tutto. Difficile, ad oggi, ipotizzare su quale regioni avremo il limite dei temporali. O se preferite, su quali regioni avremo il limite della canicola.
Attualmente, viste le ultimissime interpolazioni modellistiche, potremmo ipotizzare temporali al Nord e su parte del Centro Italia, forse qualcosina anche in Sardegna. Al Sud e Sicilia, invece, più facile soffermarsi sul caldo e sul rischio che i termometri facciano registrare temperature record.
Questo lo scenario descritto ampiamente nei giorni scorsi, questo lo scenario che ci sentiamo di sostenere anche in questo momento. Tuttavia siamo consapevoli del fatto che basterebbero pochi chilometri in più o in meno per cambiare totalmente la situazione. Per questo motivo confermiamo che il rischio meteo, stavolta, non è facilmente calcolabile.
Per rischio meteo intendiamo il rischio che in molte zone dello stivale possano verificarsi fenomeni atmosferici fin troppo violenti. Il riferimento, ovviamente, è per i temporali che in virtù dei contrasti termici potrebbero tramutarsi in veri e propri fortunali.
Quindi nubifragi, quindi grandinate e le grandinate potrebbero iniziare e preoccupare. Questo è il periodo propizio a grandinate di certe proporzioni, soprattutto in termini di dimensione dei chicchi. Quei chicchi che, per intenderci, potrebbero provocare danni materiali.
Motivo in più per seguire le previsioni dei prossimi giorni, motivo in più per non abbassare minimamente la guardia. Anche perché tale scenario potrebbe replicarsi tra circa una settimana, confermando un giugno a dir poco altalenante e per certi versi estremo. (METEOGIORNALE.IT)
