Crollo delle TEMPERATURE, il ribaltone METEO è servito
Servito, come si suol dire, su un piatto d’argento . Già, tra qualche ora – detto che i segnali del cambiamento sono già qui – si starà parlando d’altro. Si starà parlando di condizioni meteo climatiche che non avranno nulla a che vedere con quanto accaduto sinora.
Si parlerà di freddo, si parlerà d’instabilità, si parlerà di temporali e si discuterà del concetto di normalità stagionale . Perché in tanti si chiedono, a torto o ragione non sta a noi dirlo, se è più normale il caldo africano o il freddo artico. Beh, diciamo che essendo aprile – non giugno ma neppure maggio – sarebbe naturale parlare di temperature nettamente inferiori a quelle registrate sino ad oggi.
Temperature che, come scritto nel titolo, si apprestano a crollare e sarà un vero e proprio tracollo. Si andrà giù di 10-15°C, quindi lo si può definire tranquillamente un vero e proprio shock termico. Perché passare dal clima estivo a un tipo di clima vagamente invernale non lo si potrebbe definire altrimenti.
Avete letto bene, i termometri perderanno tutti quei gradi e occhio perché a detta degli autorevoli centri di calcolo internazionali avremo a che fare con tal tipo di circolazione almeno per una settimana. Forse addirittura per una decina di giorni.
Oltre al freddo, che si farà sentire, prepariamoci all’instabilità atmosferica perché gli inevitabili contrasti termici potrebbero innescare fenomeni localmente violenti . Il che significa temporali, il che significa anche grandinate e colpi di vento, oltre chiaramente al rischio nubifragi.
E la neve? Beh, avremo modo di parlarne in un apposito approfondimento. Quel che possiamo dirvi è che riprenderà a nevicare copiosamente sull’arco alpino ma stavolta si vedrà il bianco candido anche lungo la dorsale appenninica. Peraltro, carte alla mano, potrebbero esserci diverse occasioni nevose.
Neve a bassa quota? Diciamo di sì, ovviamente “bassa quota” va relazionato al periodo in essere. Tuttavia non escludiamo che localmente possa scapparci qualche sorpresa nevosa addirittura in collina. Specie al Nord e nelle zone interne del Centro Italia. Ma vedremo, dipenderà chiaramente dall’entità dell’apporto artico sul quale – giusto dirlo – i modelli previsionali tentennano ancora un pochino.
