
(METEOGIORNALE.IT) Cresce di ora in ora il timore per una possibile ondata di freddo tardiva nel corso della prossima settimana. Come già discusso ampiamente nei giorni scorsi, vi è la possibilità di un’ondata di freddo di stampo Artico tra il 16 e il 20 Aprile, che si rivelerebbe a tutti gli effetti un vero e proprio colpo di coda invernale. L’evoluzione meteo è ancora abbastanza incerta, però al momento tutti i centri di calcolo mostrano questi scenari piuttosto freddi che, al netto delle incertezze legate alla quota neve, comunque palesano un rischio di brinate e gelate tardive che certamente non gioverebbero al comparto agricolo.
Brinate e gelate notturne
In effetti non ci saranno le condizioni per nevicate a quote basse o addirittura in pianura, ma il rischio più grande riguarda proprio la possibilità che la temperatura possa scendere al di sotto dello zero nel momento in cui la perturbazione si allontanerà dall’Italia. Col ritorno dell’alta pressione e la presenza di cieli sereni in un contesto ancora abbastanza freddo, il rischio che la temperatura scenda sotto lo zero in piena notte è elevatissimo e di conseguenza potrebbe dar luogo a fenomeni come brinate e gelate che potrebbero causare danni immensi al comparto agricolo.
I rischi per l’agricoltura
Ricordiamo infatti che gran parte degli alberi da frutto e le colture si sono risvegliate grazie alle tante giornate calde che ormai stiamo vivendo da oltre un mese. Una eventuale gelata tardiva potrebbe causare danni considerevoli a buona parte del comparto agricolo italiano.
L’ondata di freddo potrebbe avere inizio attorno al martedì 16 Aprile grazie a questo flusso d’aria fredda proveniente dall’Artico che porterebbe non solo a un forte calo delle temperature, ma anche rovesci, temporali e nevicate a quote di bassa montagna. Attorno al 18 e al 20 Aprile la perturbazione potrebbe pian piano allontanarsi dalla nostra penisola grazie al ritorno dell’alta pressione e sarà proprio questo il momento in cui salirà vertiginosamente il rischio di brinate e gelate notturne. Questo rischio al momento sembra possa coinvolgere in modo più diretto le regioni del nord e le aree interne del Centro Italia, dove sarà molto più semplice per la colonnina di mercurio scivolare al di sotto dello zero in piena notte, in presenza di cielo sereno e vento assente.
Ovviamente mancano ancora un po’ di giorni, pertanto saranno necessari ulteriori aggiornamenti per sviscerare ulteriormente questa evoluzione meteo molto insidiosa che certamente meriterà le dovute attenzioni. (METEOGIORNALE.IT)
