
(METEOGIORNALE.IT) La nostra galassia, la Via Lattea, è il risultato di un processo di fusione di diverse galassie più piccole avvenuto circa 12-13 miliardi di anni fa, all’alba dell’era della formazione delle galassie nell’universo. Due astronomi del Max Planck Institute for Astronomy, Khyati Malhan e Hans-Walter Rix, hanno recentemente identificato due possibili frammenti protogalattici, che hanno chiamato Shakti e Shiva, in onore dei principi cardine dell’universo nella cultura induista.
Questi due gruppi di stelle, ciascuno con una massa di circa 10 milioni di masse solari e un’età compresa tra 12 e 13 miliardi di anni, presentano orbite e composizione simili, suggerendo che si siano formati come frammenti distinti prima di fondersi con la Via Lattea. Nonostante le somiglianze, le stelle di Shakti orbitano più lontano dal centro della galassia e lungo orbite più circolari rispetto a quelle di Shiva. Entrambi i gruppi tendono comunque verso il cuore della Via Lattea, una regione esplorata dal satellite Gaia nel 2022, che ha rivelato la presenza delle stelle più antiche dell’intera galassia, nate prima della formazione del disco della Via Lattea.
Per il loro studio, Malhan e Rix hanno combinato i dati di Gaia con spettri stellari dettagliati provenienti dalla data release 17 della Sloan Digital Sky Survey, scoprendo che le stelle nel cuore della nostra galassia sono povere di metalli, motivo per cui questa regione è stata soprannominata il “povero vecchio cuore” della Via Lattea. Questi risultati rappresentano i primi passi nella comprensione della crescita della nostra galassia verso la sua dimensione attuale.
Malhan e Rix hanno anche costruito una mappa dinamica di altri componenti conosciuti che hanno contribuito alla formazione della Via Lattea, come Gaia-Sausage-Enceladus, Lms-1/Wukong, Arjuna/Sequoia/I’itoi e Pontus, tutti gruppi stellari che fanno parte del complesso albero genealogico della nostra galassia. Questo lavoro è stato possibile grazie ai dati precisi ottenuti da Gaia, che ha come obiettivo principale quello di rivelare di più sull’infanzia della Via Lattea.
Timo Prusti, project scientist per Gaia all’Esa, sottolinea l’importanza di individuare le sottili ma cruciali differenze tra le stelle nella Via Lattea per comprendere come la nostra galassia si sia formata ed evoluta. Grazie a Gaia, siamo sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo. (METEOGIORNALE.IT)
