Un piccolo cervo con grandi implicazioni scientifiche
(METEOGIORNALE.IT) Recentemente, è stata identificata una nuova specie di cervo nano nelle Ande centrali del Perù, segnando la prima scoperta di una nuova specie di cervide in Sud America da oltre 60 anni. Questo ritrovamento non è solo significativo per la sua rarità, ma anche per le implicazioni che porta con sé nel campo della zoologia.
Tradizionalmente, si riteneva che esistessero solo due specie di cervi noti come pudu, i quali rappresentano i cervi più piccoli al mondo. Queste specie sono classificate come pudu meridionale e pudu settentrionale, in base alla loro distribuzione geografica.
Tuttavia, durante una spedizione nella zona settentrionale, il ricercatore Javier Barrio ha notato alcune peculiarità in alcuni esemplari di cervi. “Aveva osservato gli animali sul campo e sembravano diversi da altri esemplari del nord”, ha riferito Guillermo D’Elia, coautore dello studio, alla rivista New Scientist.
Il team di ricerca, che includeva anche Eliécer E. Gutiérrez, ha quindi proceduto con analisi genetiche per determinare eventuali differenze nel DNA, oltre a studi morfologici che richiedevano la misurazione di caratteristiche come la lunghezza del cranio di esemplari di cervo conservati nei musei.
Attraverso queste indagini, i ricercatori hanno scoperto che ciò che si pensava fosse il pudu settentrionale poteva in realtà essere suddiviso in due specie distinte, una delle quali completamente nuova. La nuova specie è stata denominata Pudella carlae, in onore della biologa Carla Gazzolo, che secondo lo studio ha contribuito a salvare la vita di Barrio dopo un problema vascolare. Si ritiene che P. carlae viva esclusivamente nelle valli aride della Depressione di Huancabamba in Perù.
La scoperta della nuova specie ha anche portato alla resurrezione del genere Pudella, precedentemente suggerito nel 1913 per separare le specie settentrionale e meridionale di pudu, ma che era caduto in disuso. Lo studio attuale suggerisce che P. carlae appartenga a questo genere e che anche il pudu settentrionale, attualmente classificato come Pudu mephistophiles, dovrebbe farne parte. Tuttavia, non è ancora chiaro come la nuova specie si sia differenziata dal suo parente.
“Non sappiamo ancora se la nuova specie sia emersa da una popolazione che si è isolata quando si è formata la depressione, o da animali che in seguito hanno colonizzato e si sono adattati, ma intendiamo scoprirlo”, ha dichiarato D’Elia.
Sebbene tutte correlate, esistono differenze distinte tra le tre specie di pudu ora conosciute. P. carlae si colloca a metà per quanto riguarda le dimensioni (anche se sono tutti adorabilmente piccoli), con un peso di soli 7-9 chilogrammi, circa quanto dovrebbe pesare un bassotto, e gli autori affermano che i pudu sono alti meno di 43 cm al garrese.
Il nuovo pudu presenta anche un diverso pattern di colorazione rispetto ai suoi simili cervi di piccole dimensioni, con orecchie più chiare e un pelo del corpo descritto dagli autori come “un ricco marrone rossiccio o rosso-arancio”, che certamente rende P. carlae il nostro nuovo preferito tra i cervi.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Mammology. (METEOGIORNALE.IT)
