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Asse terrestre si è spostato e accentua i cambiamenti climatici. Dove farà più freddo

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
22 Dic 2023 - 17:45
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Cambiamento climatico, Wiki Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) Se l’asse terrestre si sposta, alcune aree si troveranno, anche se di poco più a nord, altre più a sud. Quindi, quelle più a nord riceveranno meno radiazione solare, quelle a sud più di quanto succede attualmente. Questo si traduce in una condizione meteo climatica più favorevole al freddo per chi va verso nord e al caldo per chi va verso sud.

Ma vediamo nel dettaglio cosa succede, cosa dice la scienza in proposito.

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Il nostro pianeta Terra, insieme agli altri membri del Sistema Solare, è governato dalle regole della meccanica celeste. Durante il suo viaggio cosmico, svolge due attività principali: ruota intorno al proprio asse e orbita attorno al Sole. La prima attività è testimoniata dall’alternanza tra giorno e notte, mentre la seconda si manifesta nel cambio delle stagioni. Tuttavia, questi movimenti non sono immutabili, poiché numerosi fattori, spesso impercettibili, li modificano costantemente.

 

La rotazione terrestre, influenzata dalla distribuzione della massa del pianeta, ha subito variazioni significative a causa del disgelo delle calotte polari e della conseguente riorganizzazione delle masse d’acqua sulla superficie terrestre. Questo fenomeno è conosciuto come la deriva dei poli. Uno studio di Shanshan Deng, Suxia Liu, Liguang Jiang e Peter Bauer-Gottwein, pubblicato su Geophysical Research Letters, ha esaminato la pronunciata deriva polare che ha caratterizzato gli anni ’90, un periodo in cui la sorveglianza della Terra non era così avanzata come oggi.

 

È importante non confondere la deriva polare con le variazioni dei poli magnetici e il processo di inversione del campo magnetico.

 

Il termine “polo nord” può assumere significati diversi. Il polo nord geografico, noto anche come “vero nord”, si trova a 90 gradi di latitudine nord, dove convergono tutti i meridiani. Fu l’obiettivo degli esploratori dei primi anni del ‘900. Un altro punto meno noto è il polo nord istantaneo, dove l’asse di rotazione terrestre interseca la superficie del pianeta. Questo punto non è fisso e descrive un percorso circolare irregolare a causa dell’oscillazione di Chandler, scoperta oltre un secolo fa dall’astronomo statunitense Seth Carlo Chandler. Questa oscillazione è una nutazione libera con un periodo di circa 14 mesi, influenzata dalla forma irregolare della Terra.

 

Il polo nord magnetico, insieme al suo omologo sud, è definito dalle posizioni in cui le linee di flusso del campo magnetico terrestre sono perpendicolari al suolo. Queste linee emergono dalle correnti elettriche generate nel nucleo di ferro e nichel della Terra. Curiosamente, il polo nord magnetico è, in realtà, un polo sud magnetico in termini fisici, ma questa distinzione è utile per l’orientamento con la bussola.

 

Inoltre, ci sono i poli geomagnetici, che sono definizioni convenzionali basate sul modello fisico del dipolo magnetico terrestre. In questo modello, il polo nord coincide con un polo magnetico fisico di tipo sud. Esiste anche una cittadina in Alaska chiamata North Pole, ma essa non è vicina a nessuno dei poli menzionati.

 

La Terra, come una trottola, ruota attorno a un asse imperfetto, il quale oscilla e si sposta per varie ragioni, causando la deriva dei poli istantanei. Anni fa, la NASA identificò tre fattori principali che influenzano le oscillazioni dell’asse terrestre: la perdita di massa d’acqua in Groenlandia, la regolazione isostatica glaciale e la convezione del mantello terrestre. La regolazione isostatica glaciale è un processo ancora in corso dalla fine dell’ultima era glaciale, quando i pesanti ghiacciai avevano compresso la superficie terrestre. Con la loro scomparsa, la Terra sta lentamente ritornando alla sua forma originale.

 

Il maggior impatto sulla deriva polare proviene dallo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia. Geometricamente, la posizione della Groenlandia e dei ghiacciai della Patagonia, entrambi a circa 45 gradi dai rispettivi poli, fa sì che il loro scioglimento influenzi significativamente lo spostamento dell’asse di rotazione terrestre.

 

Uno studio recente ha utilizzato i dati del Gravity Recovery and Climate Experiment (GRACE), una missione congiunta NASA-DLR, per analizzare lo spostamento dell’asse terrestre dall’inizio del XXI secolo. I risultati hanno evidenziato che il cambiamento climatico e lo scioglimento dei ghiacci hanno contribuito notevolmente a questo fenomeno. Il polo nord ha iniziato a spostarsi verso est nel 2005, principalmente a causa della rapida perdita di ghiaccio in Groenlandia.

 

Il team di ricerca si è concentrato sui cambiamenti registrati a metà degli anni ’90, notando un aumento significativo della velocità di deriva polare dal 1995 al 2020. Hanno utilizzato dati storici e simulazioni per studiare il passato, scoprendo che la deriva verso est era in gran parte dovuta alla perdita d’acqua dalle regioni polari.

 

Il rapido scioglimento dei ghiacci polari è uno dei segni più evidenti dei cambiamenti climatici. Ad esempio, un iceberg gigante, A-76, si è staccato dall’Antartico di recente. Secondo Deng, il rapido scioglimento dei ghiacci durante il riscaldamento globale è stato probabilmente la causa principale del cambiamento di direzione della deriva polare negli anni ’90.

 

Tuttavia, non tutto il cambiamento può essere attribuito allo scioglimento dei ghiacci. L’attività umana, come lo stoccaggio e il pompaggio di acqua terrestre, ha anche un impatto significativo sulla deriva. Ad esempio, enormi quantità di acqua vengono pompate dal sottosuolo per l’agricoltura in India, California e Texas settentrionale. Questi movimenti influenzano la deriva polare più di quanto farebbe la stessa quantità d’acqua alle latitudini più elevate.

 

Questo studio permette ora ai ricercatori di esplorare la distribuzione storica delle acque terrestri e comprendere meglio l’impatto umano sul nostro pianeta. Vincent Humphrey, uno scienziato del clima non coinvolto nella ricerca, ha sottolineato che, sebbene questi cambiamenti non influenzino direttamente la vita quotidiana, dimostrano la portata del cambiamento di massa sulla Terra: un cambiamento così grande da poter alterare l’asse terrestre.

 

Ma un cambiamento così grande dell’asse terrestre cosa ha esattamente modificato? Questo aspetto, ora come ora non è stato definito, o quantomeno non abbiamo sufficienti dati per scriverlo qui. Ci sono alcuni documenti che necessitano di trovare riscontro in pubblicazioni scientifiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: cambiamento climaticocampo magneticoconvezione del mantelloderiva dei polimeccanica celesteoscillazione di chandlerPolo Nordpolo nord geograficopolo nord magneticoregolazione isostatica glacialerotazione terrestrescioglimento dei ghiacciSistema SolareTerra
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Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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