
(METEOGIORNALE.IT) Il freddo non molla la presa, nell’ambito di uno scenario meteo ancora monopolizzato da un vortice depressionario a carattere freddo centrato sulle regioni meridionali. Inizia così questo bizzarro mese di Aprile, con sciarpe strette intorno al collo e folate di tramontana che non vogliono saperne di abbandonare le nostre città. La neve continua a cadere copiosa lungo l’Appennino, come non era accaduto nemmeno nel corso dell’inverno.
Tutto deriva dal trend che ha preso piede nella seconda parte di Marzo, con l’Italia, e in particolare le regioni centro-meridionali si trova proprio sulla traiettoria di questa colata artica. Risultato? Temperature come in inverno che faticavano a superare i 10°C, nevicate a quote localmente collinari sugli Appennini, e un vento fastidioso ad accentuare la sensazione di freddo. Diciamolo, non è esattamente l’idea che c’eravamo fatti, visto che l’inverno sembrava alle spalle.
Questa situazione non durerà ancora a lungo ed infatti, proprio mentre ci abituiamo a questo clima aspro, il meteo sta per stravolgere clamorosamente le carte in tavola. I primi veri tepori sono letteralmente dietro l’angolo. Ci potrebbero condurre, quasi senza alcun preavviso, verso sensazioni fisiche persino estive, stordendoci per un salto così brusco.
C’è da dire che la primavera è profondamente cambiata nelle sue caratteristiche respiriamo un’aria profondamente diversa da quella di un paio di decenni fa. Le temperature ad inizio aprile sono capaci di impennarsi con una rapidità disarmante che non capitava in passato. La colonnina di mercurio schizza verso l’alto, dando luogo ad anticipi d’estate precoci.
I termometri finiscono per toccare quote che un tempo erano una rigorosa ed esclusiva prerogativa dei più avanzati mesi di Maggio e Giugno. Il Riscaldamento Globale ci offre questi estremi fuori stagione. La colpa, se davvero così vogliamo chiamarla per trovare una giustificazione visibile ai nostri occhi, è della spinta sempre più invadente e prepotente del temuto anticiclone africano, ormai sempre più spesso protagonista anche fuori stagione.
I primi caldi esaltati dalle vampate africane
Il promontorio anticiclonico subtropicale si allunga sempre più spesso sul nostro Stivale, alternandosi a fulminee discese fredde che accentuano gli estremi e gli sbalzi. Questo scenario è quello che ci attende prossimamente. Non dobbiamo sorprenderci. Passare in fretta dal piumino pesante alla mezza manica in cotone ormai è un’abitudine consolidata, un rito stagionale forzato che disorienta profondamente il nostro organismo.
Sarà inevitabile percepire caldo con appena 20°C o magari 25°C, in quanto arriviamo da un freddo tagliente, esaltato dai venti settentrionali che spazzano le coste, e il corpo va semplicemente in tilt. Manca totalmente il tempo fisiologico necessario per un corretto adattamento fisico. Viene a mancare quel passaggio morbido, graduale, delicato, che rendeva un tempo la nostra bella primavera la stagione più piacevole da vivere all’aria aperta.
Il cervello, ingannato dallo sbalzo termico improvviso, percepisce il salto estremo in modo amplificato, lanciando segnali di affaticamento. Non siamo pronti, c’è poco da fare.
Prima fase calda della stagione
Osservando le dinamiche a venire, il momento esatto della svolta si paleserà tra il 5 e il 6 Aprile 2026. I principali centri di calcolo e i modelli matematici confermano il consolidamento di un potente campo di alta pressione di chiara matrice subtropicale su gran parte del nostro territorio nazionale. Spazio dunque a cieli tersi, azzurri e privi di qualsiasi nuvola, accompagnati da un sole implacabile.
La terra si scalderà rapidamente, assorbendo energia senza alcun ostacolo a fare da schermo. Sulla Pianura Padana, ad esempio, il primo caldo si farà sentire subito, così come in Toscana e Lazio, dove le temperature massime viaggeranno spedite tra i 20°C e i 24°C sulle zone interne, regalando una sensazione di tepore diffuso. Nelle vallate più chiuse, incastonate tra le Alpi o lungo le intricate dorsali dell’Appennino non sarà per nulla difficile sfiorare o superare abbondantemente i 25°C.
Questa prima fase di caldo anomalo sarà infatti più accentuata in quota. E con il primo vero sbuffo sahariano, spinto da venti secchi di scirocco carichi di fine pulviscolo desertico, qualche località guarderà dritta verso i fatidici 30°C. Un traguardo termico notevole che potrebbe accadere facilmente entro la fine di questo mese.
Di notte, tuttavia, la musica cambia radicalmente, con ampio divario rispetto al clima diurno. Il calore immagazzinato dal suolo durante le ore diurne scappa via verso lo spazio, disperdendosi a causa del cielo completamente pulito e stellato. I termometri scivoleranno facilmente verso il basso. Raggiungeranno valori compresi tra i 7°C e i 9°C nelle valli interne e nelle sconfinate aree di campagna. Si verrà così a creare un’escursione termica assai accentuata, tipica dei regimi dominati dall’alta pressione, specie in questo periodo successivo alla fase fredda invernale tardiva.
Le mezze stagioni non sono più come prima
Questa rincorsa febbrile a verso un caldo spiccatamente precoce non rappresenta più un caso isolato. Purtroppo si tratta di una consuetudine ben radicata nei meccanismi attuali del nostro cielo. Il volto sta mutando sotto i nostri stessi occhi, anche più velocemente di quanto si potesse pensare. Negli anni Novanta, uscire di casa per passeggiare nei centri storici di Milano, Roma, Napoli o Bologna agli inizi di Aprile significava godersi l’aria piacevolmente gradevole. Si camminava con il cappotto leggero sbottonato, avvolti da valori termici rassicuranti e stabili, fermi tra i 14°C e i 17°C.
Quella era la normalità, mentre oggi è tutto diverso. Al primo raggio di sole con la spinta dell’anticiclone subtropicale, la colonnina di mercurio sale senza mezze misure fino a 25 gradi ed oltre già in questo inizio aprile. Insomma, tutto è cambiato, ma il segnale di fondo inviato dalla natura resta lampante e inequivocabile. Viviamo in diretta, sulla nostra stessa pelle, la trasformazione irreversibile di un periodo dell’anno che ha smarrito per sempre quella che era la sua transizione morbida.
L’illusione di un inverno tardivo, di un freddo infinito che per qualcuno poteva durare fino alle porte di Maggio, verrà molto presto spazzata via da un tepore prepotente e invadente. Un’ondata d’aria calda che subito farà sembrare imminente la vera e propria stagione estiva, asciugando i terreni e scaldando i muri delle case. Eppure, non illudiamoci troppo presto. Gli sbalzi esagerati, le improvvise rinfrescate portate da qualche rapida perturbazione atlantica, non mancheranno di certo nel copione del meteo che scriverà le prossime e imprevedibili settimane, come tipico dell’altalena primaverile.
Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)
