(METEOGIORNALE.IT) Milano ha registrato nevicate significative nel mese di dicembre quasi ogni anno, anche in quelli dell’ultimo decennio, che sono stati particolarmente asciutti. Questi eventi si sono distinti per la loro intensità. Il 28 dicembre 2020, in particolare, ha segnato un evento rilevante, l’ultima nevicata abbondante fino ad oggi, quando in meno di 24 ore, o meglio in una notte, la città è stata ricoperta da 20 cm di neve. Questa precipitazione nevosa ha avuto un impatto significativo non solo per la sua eccezionalità in un decennio di scarse nevicate, ma anche per i numerosi disagi e danni causati.
Da sottolineare che fenomeni del genere non sono inediti nella storia climatica di Milano; la città, infatti, dovrebbe avere una discreta media annuale di nevosità. Un altro evento memorabile si è verificato il 21 dicembre 2009, quando Milano esaurì le scorte di sale e le strade divennero impraticabili. In quell’occasione, caddero circa 30 cm di neve farinosa con temperature sotto zero per tutta la durata dell’evento, lasciando la città paralizzata, con aeroporti chiusi e problemi alla circolazione dei treni.
In questo scorcio di dicembre, circolano previsioni meteo per i prossimi giorni con rischio di neve a Milano, ma al momento non ci saranno eventi straordinari come quelli che vi stiamo descrivendo. Tuttavia, è opportuno seguire l’evuluzione meteo eccessivamente mutevole, molto insolita se raffrontata a quella degli ultimi anni.
L’abbondante nevicata del 21 dicembre causò una situazione di emergenza così significativa che il ministro ordinò l’invio di militari per assistere nella pulizia delle strade della città. La richiesta di questo intervento militare fu fatta dal prefetto, a fronte dell’impossibilità di gestire autonomamente l’emergenza.
La situazione influenzò notevolmente l’aeroporto di Milano Linate, dove centinaia di persone rimasero bloccate. Passeggeri in arrivo, equipaggi e dipendenti degli uffici e negozi dell’aeroporto trascorsero la notte all’interno dell’edificio in condizioni di emergenza. Le strade circostanti, in particolare il viale Forlanini, erano completamente bloccate dalla neve, rendendo impossibile il movimento di qualsiasi mezzo di trasporto.
Nonostante le misure adottate dal Comune di Milano per contrastare l’accumulo di neve sulle arterie principali, la città si trovò in difficoltà sotto i 30 cm di neve farinosa. Ciò generò polemiche, anche se situazioni simili si verificarono a causa di tempeste di neve in altre grandi città europee come Parigi e Londra, evidenziando la difficoltà di trovare soluzioni immediate ed efficaci di fronte a condizioni meteorologiche estreme.
Il 25 dicembre 2000, una nevicata storica trasformò le strade di Milano in piste da sci, semi-seppellendo le auto e creando un’atmosfera natalizia quasi fiabesca. Questo evento eccezionale fu condiviso attraverso immagini che permisero a tutti di vivere indirettamente questa esperienza unica.
Dal punto di vista scientifico, la nevicata mostrò caratteristiche peculiari. Inizialmente asciutta, si trasformò poi in neve più bagnata e intermittente. A Milano, a differenza di altre regioni come Novara, Alessandria e Asti, non si verificò il fenomeno della neve polverosa, tipicamente associato a temperature più fredde.
Nelle prime ore, non si registrarono deformazioni del manto nevoso su oggetti e veicoli, indicando che la neve, nonostante fosse pesante, incontrò temperature sotto lo zero al suolo, consentendo un deposito artistico. Sulle Pianure Padane, la quantità di neve variava tra i 20 e i 35 cm, con valori superiori nel Cuneese. Dall’alba del giorno di Natale, l’atmosfera iniziò a riscaldarsi gradualmente, con un aumento di almeno un grado in diverse località del nord-ovest, un fenomeno tipico di certe configurazioni barometriche. Questo rialzo termico, seppur minimo, ebbe effetti significativi: la pioviggine sostituì la neve su Milano, e l’aria più mite causò il distacco della neve dagli alberi.
Nei giorni successivi alla nevicata, il nord-ovest registrò un aumento termico di circa 1-2°C al giorno. Nonostante ciò, lo spessore del blocco freddo fu sufficiente a mantenere la neve al suolo anche con temperature leggermente superiori rispetto al settore nord-orientale, dove si verificò gelicidio, una condizione pericolosa in cui la pioggia congela al contatto con il suolo.
Al centro-sud Italia, il vento di Libeccio impedì l’accumulo di neve, trasformando la precipitazione nevosa iniziale in pioggia in molte località appenniniche.
In conclusione, questi episodi di nevicate intense a Milano sottolineano la necessità di considerare la neve come una condizione climatica eccezionale, che inevitabilmente porta a disagi e richiede una risposta coordinata e tempestiva da parte delle autorità cittadine. (METEOGIORNALE.IT)
