Meteo di fine d’anno con l’Italia sommersa dalla neve e dal gelo
Non nevica quasi mai nei giorni di Natale, ma spesso la neve è giunta abbondante verso il Capodanno
Il Natale non ha avuto nulla di meteo invernale e ancora ci sarà da attendere. Le prospettive non soddisferanno gli amanti della neve fin verso Capodanno e bisogna proiettare lo sguardo più avanti, a q uello che ci potrà riservare il mese di Gennaio. In altri anni, senza dover tornare troppo indietro, il grande gelo ci traghettava nella fase tra Natale e Capodanno. Non sarà così in questo passaggio dal 2023 al 2024.
• Si attende la mossa del Vortice Polare
• Sempre più forte la possibilità di un crollo del Vortice Polare
• Il vero Inverno nel corso di Gennaio
• Le grandi nevicate dopo Natale
Inevitabilmente dobbiamo rimanere in attesa del colpo ad effetto dell’Inverno, su cui manteniamo un certo ottimismo in base alle dinamiche climatiche che stiamo studiando. Negli ultimi anni siamo spesso abituati al Natale con l’anticiclone o con il bel tempo e soprattutto con il clima mite poco invernale. Non è certo una novità.
L’Inverno, diversamente dagli ultimi, promette ancora bene, ma vediamo se queste promesse saranno rispettate, a proposito di una possibile grande ondata di gelo. Non è necessariamente detto che l’Italia sarà colpita, ma tutto sembra propendere verso un tracollo del Vortice Polare e di conseguenza un aumento della probabilità che masse d’aria gelide affondino sino alle nostre latitudini.
Si attende la mossa del Vortice Polare
Il Vortice Polare è una costante presenza sopra il Polo Nord, ruotando in senso antiorario e alimentando il flusso zonale, con le ondulazioni da ovest verso est. In estate, nell’emisfero settentrionale, il vortice persiste ma si trova a latitudini più alte. D’inverno, invece, si espande verso sud e può diventare più instabile, oscillando come intensità.
Questo ampio sistema ciclonico situato sopra il Polo Nord ha inevitabilmente un forte impatto sul meteo europeo. Durante l’inverno, la dinamica climatica è fortemente influenzata da questo immenso vortice. Esso consiste in una massa d’aria gelida che circola sopra l’Artico, ruotando in senso antiorario, simile alle aree di bassa pressione.
La dimensione del Vortice Polare cambia con le stagioni ed in questo caso si studia alle altezze superiori, sopra la troposfera dove prende il nome di Vortice Polare stratosferico. Qui il Vortice Polare può subire l’ingerenza di riscaldamenti che portano ad un forte squilibrio, con conseguente destabilizzazione. Il suo spostamento verso sud trascina le correnti fredde artiche sino alle medie latitudini.
L’Europa è generalmente meno influenzata dalle oscillazioni del Vortice Polare rispetto ad Asia e Nord America, dato che le tempeste diventano intense solo a latitudini molto settentrionali. Da lungo tempo, il Vortice Polare è riconosciuto per il suo impatto sul clima. Tuttavia, alcuni scienziati ritengono che il cambiamento climatico possa aumentarne l’instabilità, con potenziali gravi effetti.
Sempre più forte la possibilità di un crollo del Vortice Polare
Questo argomento è oggetto di ampio dibattito nella scienza climatica. Ne parleremo inevitabilmente ancora tantissimo nelle prossime settimane, proprio perché i grandi calcolatori dei Centri Meteo vedono sempre più forte la possibilità di un tracollo del Vortice Polare, con un impatto che potrà essere pesante a proposito di eventuali irruzioni gelide in Europa.
Ci sarà da attendere, il freddo intenso resterà per ora distante. Non ci attendiamo nemmeno la neve a quote bassissime, con la stagione invernale che continuerà a faticare sino almeno ad inizio anno. Nessuno si aspettava di avere per forza la neve per il periodo della festività, ma almeno un clima che somigliasse di più all’Inverno.
In breve, il Mediterraneo e l’Italia continueranno ad essere influenzati da correnti miti alternate a fasi di alta pressione. Queste condizioni sono dovute a un Vortice Polare eccessivamente forte, che blocca il possibile ingresso correnti fredde verso le nostre aree, impedendo soprattutto configurazioni atmosferiche che potrebbero portare il gelo sino alle nostre latitudini.
Il vero Inverno nel corso di Gennaio
Siamo ormai abituati, nel mese di Dicembre, a scenari che poco ricordano l’inverno. Il ciclo climatico attuale non è favorevole. Ricordiamo con nostalgia periodi non troppo remoti in cui la neve ha coperto l’Italia a Dicembre, persino a Roma. La neve nella Capitale è sempre stata un evento straordinario.
Sperimentare la neve a Milano sembrerebbe più comune, ma anche questa è diventata un’occasione sempre più rara, visto il riscaldamento climatico. Per assistere a una nevicata natalizia a Milano o nella Val Padana bisogna risalire a più di vent’anni fa. Solitamente, il Natale in queste zone è caratterizzato da clima mite o anticiclonico, raramente da freddo e neve.
Prima di considerare conclusa la stagione invernale, è opportuno attendere e osservare l’evoluzione del clima che ci attende nelle prossime settimane. L’inverno ha ancora tempo per manifestarsi, e recentemente è stato segnato da periodi di alta pressione che hanno causato anche ondate di calore. Tuttavia, non è detto che questa tendenza si mantenga nei prossimi mesi.
Le grandi nevicate dopo Natale
Quest’anno l’inverno è insolitamente mite con un clima atipico durante le festività. In passato, il freddo intenso si faceva sentire subito dopo Natale. Un esempio fu l’intensa ondata di freddo a cavallo tra la fine del 2014 e il Capodanno del 2015, con nevicate notevoli in alcune aree.
Il Sud Italia, in particolare la Sicilia, fu testimone di un freddo storico. Anche in Puglia si verificarono abbondanti nevicate, con accumuli significativi sia in pianura che sulle coste. A Napoli e sulla Costiera Amalfitana, la neve si presentò in forma leggera, come un sottile strato bianco.
La Sicilia fece notizia, soprattutto per la tempesta di neve a Messina, le sue coste imbiancate, la neve sulle colline di Palermo e i notevoli accumuli nell’entroterra della regione, coprendo soprattutto le basse alture del nord dell’isola.
A Siracusa la neve cadde in abbondanza, mentre a Catania l’evento fu più limitato, con accumuli solo sui primi rilievi della città. Il momento culminante fu la notte di San Silvestro, con i più spettacolari episodi nevosi.
Neve cadde anche a Cozzo Spadaro e Portopalo di Capo Passero, nell’estrema punta sud-orientale della Sicilia, durante la notte di Capodanno 2015. Queste aree, tra le meno nevose d’Italia, non avevano visto nevicare nemmeno durante il gelido febbraio 1956, considerato il mese più freddo dell’ultimo secolo.
L’ultima volta che Cozzo Spadaro vide la neve con accumulo fu nel gennaio 1905, più di 110 anni fa! Anche a Pachino, la nevicata di quell’anno fu memorabile. Durante la notte di Capodanno, furono colpite da intense nevicate le località siciliane sul versante ionico, tra cui Avola e, più all’interno, Noto.
Anche il sud della Sardegna ebbe un Capodanno eccezionale, in particolare a Cagliari e nelle zone circostanti. A meno di due ore dalla mezzanotte, fiocchi di neve iniziarono a cadere, a tratti intensamente, sul capoluogo e altre località dell’hinterland del capoluogo sardo.
