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Da giorni, anzi da settimane, ci stiamo occupando di un argomento meteo climatico sicuramente ostico ma che risulta imprescindibile nello stilare tendenze stagionali più o meno affidabili.
Ebbene sì, stiamo parlando del Vortice Polare. Ma perché ci stiamo giocando tanto? Beh, perché ricorderete che non molto tempo fa s’è parlato di un bivio, un bivio comportamentale che avrebbe potuto darci risposte circa la bontà o meno dell’Inverno ormai imminente. Inutile dirvi che il problema è sempre quello: un Vortice Polare che gira a mille.
Un Vortice Polare strong, anno dopo anno, un Vortice Polare capace di prendersi tutto, capace di inibire il freddo lasciando il dominio in mano dell’Anticiclone. Ed è per questo, è cosa nota, che le ultime due stagioni invernali sono state letteralmente pessime. Sia in termini termici sia in termici pluviometrici.
Come al solito, visto l’andazzo, tutto dipenderà dalla troposfera. Perché se è vero che la stratosfera è freddissima, concentrando il gelo sul Polo Nord, è altrettanto vero che per poter influenzare le condizioni meteorologiche v’è la necessità che anche la troposfera si lasci condizionare.
Al momento no, non sembra intenzionata a farsi influenzare ed è per questo che siamo in attesa di interessanti manovre invernali. Peccato però che vi sia una palese difficoltà nella reiterazione del blocco anticiclonico oceanico, quel blocco che per intenderci terrebbe a bada le perturbazioni atlantiche lasciando libero sfogo all’Artico.
Ovvio, non possiamo pretendere un blocco vita natural durante, ma diciamo che le premesse troposferiche sono eccellenti. La reattività della troposfera, vuoi per El Nino vuoi per altri pattern climatici, lascia ben sperare. Chissà che dicembre, così come crediamo, non sia capace di portarci potenti irruzioni artiche.
Chissà che gennaio non sia in grado di riproporci grandi manovre invernali e chissà che febbraio non sia in grado di consegnarci nelle mani del gelido evento siberiano. (METEOGIORNALE.IT)
