La resistenza del secondo più grande ghiacciaio del mondo al riscaldamento globale
(METEOGIORNALE.IT) Il secondo più grande ghiacciaio del mondo potrebbe essere più resistente al riscaldamento globale di quanto precedentemente pensato, secondo recenti scoperte scientifiche. Anche se la Terra dovesse riscaldarsi temporaneamente di 2 gradi Celsius sopra le temperature pre-industriali entro il 2100, potremmo ancora prevenire il ‘ribaltamento’ del ghiacciaio della Groenlandia e l’innalzamento drastico del livello del mare. Tuttavia, un superamento a lungo termine di 1,7C metterebbe il pianeta in territorio pericoloso.
Il punto di non ritorno per il ghiacciaio della Groenlandia
La reazione del ghiacciaio al riscaldamento globale
Nils Bochow dell’Università Artica della Norvegia, autore principale del nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature, sottolinea che la lenta reazione del ghiacciaio non è motivo di compiacenza nella lotta contro il cambiamento climatico. Gli scienziati hanno indagato come il ghiacciaio potrebbe reagire nei secoli e nei millenni al “riscaldamento drastico e rapido, ma finora di breve durata del nostro tempo”, spiega Bochow.
Il ruolo delle emissioni di gas serra
Utilizzando modelli informatici, hanno scoperto che reagisce così lentamente al riscaldamento causato dall’uomo che la riduzione delle emissioni di gas serra nei prossimi centinaia di anni potrebbe impedirne l’irreversibile fusione accelerata. Al livello attuale di riscaldamento di 1,2C, il ghiacciaio della Groenlandia sta già sciogliendo. Ha perso massa di ghiaccio per la 27ª volta consecutiva quest’anno, scaricando 196 miliardi di tonnellate di ghiaccio nell’oceano nell’anno fino ad agosto 2023.
Le conseguenze di un completo scioglimento del ghiacciaio
L’innalzamento del livello del mare
Se dovesse scomparire completamente, il ghiacciaio fuso potrebbe portare a un catastrofico innalzamento globale del livello del mare di oltre sette metri. Lo studio ha confermato che ciò accadrebbe nel corso di centinaia o migliaia di anni se la Terra superasse la soglia critica a lungo termine di tra 1,7 e 2,3C di temperatura media globale.
La necessità di limitare il riscaldamento globale a 1,5C
La buona notizia è che anche se le temperature raggiungessero temporaneamente un picco estremo di 6,5C sopra i livelli pre-industriali entro il 2100, un successivo raffreddamento a meno di 1,5C entro pochi secoli potrebbe, in teoria, prevenire questo scenario apocalittico. Questo scenario dipenderebbe da una rapida e ampia rimozione del carbonio, comprese misure come il riforestamento su larga scala o le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio – che ancora non abbiamo. Mantenere il riscaldamento globale sotto 1,7C sembra un limite superiore sicuro per il ghiacciaio, secondo gli scienziati, ma ci sono ragioni cruciali per limitarlo a 1,5C.
La complessità della scienza del clima
Le incognite del modello informatico
Un’importante avvertenza è che la scienza del clima è complessa e la modellazione informatica dei ricercatori non è stata in grado di tenere conto del modo in cui altri aspetti del cambiamento climatico potrebbero influenzare il ghiacciaio – il più grande del mondo dopo il ghiacciaio antartico.
La reazione di altre parti del sistema climatico
Gli scienziati avvertono che praticamente tutte le altre parti del sistema climatico reagiscono più velocemente al riscaldamento globale rispetto a un ghiacciaio. Questi includono le foreste pluviali, i modelli di vento e precipitazioni e i sistemi di correnti oceaniche. Tutti questi elementi rispondono più bruscamente all’aumento delle temperature e quindi si basano su finestre di opportunità molto più brevi per evitare il punto di non ritorno. (METEOGIORNALE.IT)
