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Home A La notizia del giorno

Possibilità di avere una nuova Piccola Era Glaciale

Federico De Michelis di Federico De Michelis
11 Nov 2023 - 10:50
in A La notizia del giorno, Ad Premiere
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(METEOGIORNALE.IT) Iniziamo il nostro viaggio indietro nel tempo, fino a un periodo in cui il clima della Terra subì un cambiamento così drastico da lasciare un’impronta indelebile nella storia umana. Parliamo della Piccola Era Glaciale, un’epoca che potrebbe celare le risposte ad alcune delle più grandi domande sulla variabilità del clima terrestre.

 

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Circa 600 anni fa, la Terra sperimentò uno dei suoi periodi più gelidi degli ultimi 10.000 anni. L’Europa fu avvolta da un freddo mordace che portò carestie e morte, con effetti particolarmente severi nella regione del Nord Atlantico. Ma cosa scatenò questo drastico abbassamento delle temperature?

 

Una Nuova Luce sugli Eventi Climatici del Passato

Ricerca all’avanguardia condotta da esperti dell’Università del Massachusetts Amherst apre una finestra su questi eventi storici, suggerendo che un periodo insolitamente caldo potrebbe aver innescato la successiva glaciazione. Questi risultati emergono da una dettagliata analisi delle temperature superficiali del Nord Atlantico, che rivela un brusco passaggio da un clima caldo a uno freddo in un arco temporale di appena due decenni alla fine del 1300.

 

L’AMOC e il Suo Potente Ruolo

Il cuore di questo cambiamento risiede nell’Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), un sistema di correnti oceaniche che regola il clima trasportando acqua calda verso il nord. Alla fine del 1300, un insolito rafforzamento dell’AMOC portò a una significativa perdita di ghiaccio artico, che, riversandosi nell’Atlantico settentrionale, causò il raffreddamento e la diminuzione della salinità delle acque, innescando infine un collasso della circolazione.

Se ne parla attraverso diverse fonti, e questo evento potrebbe avvenire. Non è noto con quali conseguenze, in quanto, rispetto alla Piccola Era Glaciale, avvenuta nel periodo pre-industriale, non c’era l’attuale presenza di gas serra in atmosfera. Tuttavia, una rivoluzione delle correnti marine planetarie, sconvolgerebbe il clima, e varie aree del nostro Pianeta si troverebbero al freddo, altre al caldo estremo. Ci sarebbero regioni con una maggiore piovosità, altre afflitte dalla siccità. Eventi come questi possono riverdire il Deserto del Sahara, e ciò andrebbe a scongolgere in modo impressionante il clima del Mediterraneo e di mezzo Mondo.

 

Paralleli Storici e Preoccupazioni Attuali

Analizzando periodi più recenti, gli scienziati hanno identificato un fenomeno simile tra gli anni ’60 e ’80, quando si osservò un altro rafforzamento dell’AMOC. Mettendo a confronto questi dati con nuove informazioni sull’attività solare e sull’assenza di grandi eruzioni vulcaniche, emerge un quadro più chiaro delle forze che possono influenzare il clima in modo significativo.

 

Il Futuro alla Luce del Passato

Sebbene un evento di raffreddamento paragonabile a quello del 1400 sia oggi improbabile a causa del riscaldamento globale, esistono nuove variabili che richiedono attenzione. L’accumulo di acqua dolce nel Mare di Beaufort e le recenti estati di alta pressione in Groenlandia sono segnali che potrebbero preludere a nuove e impreviste dinamiche climatiche. Di fronte a queste incognite, la ricerca sottolinea la necessità di comprendere meglio questi processi per anticipare i cambiamenti futuri del nostro pianeta. (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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