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Meteo: la prima ondata di gelo in Italia dell’Inverno 2023-24: il Buran, neve e freddo dalla Siberia

Meteo della prima incursione di freddo in Italia dell'Inverno 2023-2024. Ma ci sarà il Buran dalla Siberia

Federico De Michelis di Federico De Michelis
08 Nov 2023 - 18:15
in Ad Premiere
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(METEOGIORNALE.IT) La potenzialità di un’ondata di gelo in Italia è un argomento che viene sollevato annualmente, ma non si tratta di pura speculazione meteorologica fino a quando non si realizza una previsione concreta che definire fantasiosa. Difatti, il nostro discorso si focalizzerà sul clima, inteso come l’andamento climatico che potremmo attendere per il prossimo inverno, basandoci sugli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici e sugli indici che studiano le dinamiche climatiche.

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Tuttavia, la questione che ci viene posta con maggiore frequenza riguarda le dinamiche attraverso le quali in Italia può manifestarsi la perfetta tempesta di neve accompagnata da gelo. È indispensabile considerare che il nostro Paese, nel corso della stagione invernale, è caratterizzato da un’ampia variazione termica tra il Nord e il Sud, con scarti che possono superare i 10°C, un dato rilevante per la formazione di neve e gelate. Si osserva che è il Nord Italia a essere maggiormente soggetto a un freddo prolungato, complice anche la presenza di una vasta macroregione con un proprio microclima specifico, oltre a numerose vallate alpine e prealpine che fungono da contenitori naturali del cosiddetto “cuscinetto d’aria fredda”.

 

Nella stagione invernale, in particolare nella Pianura Padana, si verifica il fenomeno meteorologico conosciuto come “cuscinetto d’aria fredda”. Questa dinamica si presenta quando l’aria fredda, più pesante e densa, si stanzia negli strati bassi dell’atmosfera, prendendo il posto dell’aria più calda che, essendo leggera, si eleva. La configurazione geografica della Pianura Padana, con la sua ridotta ventilazione e con le Alpi a fungere da barriera naturale, favorisce la ristagna di quest’aria fredda.

 

Le ripercussioni di tale fenomeno sono variegate e si riflettono su diversi aspetti. La presenza di questo cuscinetto d’aria fredda provoca la formazione di nebbie intense e persistenti, che riducono notevolmente la visibilità. Questo strato freddo contribuisce inoltre a conservare le basse temperature, che possono condurre a gelate sia notturne sia diurne, le cosiddette “giornate di ghiaccio”.

 

Un altro fenomeno meteorologico di interesse, legato alla sovrapposizione di masse d’aria a diverse temperature, è la neve che si forma quando l’aria calda e umida, proveniente da sud o da ovest, si trova al di sopra del cuscinetto freddo padano, creando le condizioni ottimali per la precipitazione nevosa. Questo tipo di nevicata, spesso descritta come “da addolcimento della temperatura”, ha luogo poiché l’aria calda rilascia la propria umidità in forma di neve nel momento in cui entra in contatto con lo strato freddo sottostante.

 

Nel Nord Italia, però, affinché si verifichino fenomeni notevoli di freddo e soprattutto gelo, è necessaria una precedente irruzione di aria fredda continentale, o, in misura minore, un’afflusso di aria polare. Quest’ultima inizialmente può causare un innalzamento delle temperature per il vento di caduta dalle Alpi, noto da queste parti non solo come foehn ma anche come Favonio. Successivamente, una volta terminato il periodo ventoso settentrionale, le temperature in Valle Padana crollano, e se ciò si accompagna a un periodo di alta pressione, si verifica un abbassamento progressivo delle temperature, accompagnato dalla formazione di nebbie. Ciononostante, un’invasione di aria siberiana o continentale risulta essere più incisiva. Un esempio di tale evento si verificò nel dicembre 2012, che favorì poi le ideali condizioni, al transito di due perturbazioni oceaniche, di intense nevicate in pianura.

 

In una veduta d’insieme si notano segnali precursori marcati di una possibile incursione di freddo intenso, che potrebbe essere collegata al cosiddetto Buran verso l’Europa. Il Buran è un vento proveniente dalle estese lande siberiane, noto per la sua capacità di trasportare aria estremamente fredda. Questo fenomeno meteorologico può avere conseguenze dirette sull’andamento del tempo in Italia, in particolare sulle regioni adriatiche e sul settore orientale del Paese, dove è possibile che si verifichino precipitazioni nevose anche abbondanti.

 

La combinazione tra l’arrivo di questo vento gelido e la stazionarietà di una massa d’aria calda a sud potrebbe determinare la formazione di un fronte, o linea di confluenza che, attraversando l’Italia, è solita provocare  condizioni meteo estreme, quali forte gelo e nevicate. Nel caso specifico di una tale incursione siberiana, non è raro che si assistamo anche in zone solitamente esenti da questo fenomeno, a temperatura anche sotto gli zero gradi celsius nelle coste delle regioni meridionali e nelle isole maggiori.

 

È evidente che una previsione a lungo termine, diresti stagionale, possiede un intrinseco margine di incertezza, ma questi segnali non possono essere trascurati. Le dinamiche meteorologiche sono complesse e variabili, e ogni evento è il risultato di un insieme di fattori che agiscono in sinergia. Perciò, è consigliabile rimanere aggiornati con le previsioni meteo, specialmente quando ci avviciniamo alla stagione invernale, per poter affrontare eventuali ondate di freddo con la dovuta preparazione. (METEOGIORNALE.IT)

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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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