Meteo: dal caldo alla più grande ondata di gelo peggiore da mezzo secolo

Meteo: dal caldo alla più grande ondata di gelo peggiore da mezzo secolo

Un’ondata di gelo storico può giungere anche dopo periodi di caldo anomalo invernale, è già accaduto in passato

L’Inverno 2023/2024 sta partendo ufficialmente e anche il meteo sta assumendo un aspetto tipico per il periodo, restituendoci la normalità perduta. Le prime nevicate a quote basse sono un chiaro segnale che stiamo entrando nella stagione fredda, molto più precocemente di quanto è avvenuto negli ultimi anni.

Il grande gelo può arrivare all’improvviso, dopo periodi di caldo

Innesco del gelo record senza nessun segnale premonitore

La cronaca meteo di un Dicembre 1984 decisamente poco invernale

Gelo ben lontano dall’Italia e clima piacevole

I ripetuti affondi d’aria artica verso l’Europa descrivono una configurazione propizia per una partenza d’Inverno scoppiettante, fra freddo e neve. Non c’è più l’anticiclone ostinato che ha dominato gli ultimi inverni fin dall’inizio, portando tanta staticità temperature sopra la media.

Ci troviamo quindi dinanzi ad un avvio d’Inverno apparentemente promettente. Il freddo atteso per quest’inizio Dicembre può essere un segnale di un grande inverno? Non è detto ed anzi la statistica storica ci fornisce elementi a dir poco contraddittori.

Il grande gelo può arrivare all’improvviso, dopo periodi di caldo

Non di rado, le ondate di gelo eccezionali sono arrivate talvolta improvvisamente e cioè senza alcuna particolare avvisaglie. Il meteo delle settimane precedenti a grandi eventi di gelo è stato spesso anonimo, talvolta persino molto più mite del normale.

Non bisogna però preoccuparsi di un avvio di Dicembre freddino, anche perché le tendenze meteo di lungo periodo indicano come il clima potrebbe decisamente mitigarsi dopo il periodo dell’Immacolata. Le correnti miti oceaniche potrebbero cancellare il freddo artico non solo dall’Italia, ma anche da gran parte d’Europa.

Al momento il grande freddo non è atteso sfondare sull’Italia e, se verrà, potrebbe farlo nel cuore della stagione e parliamo dei mesi di Gennaio e Febbraio, generalmente i più favorevoli. C’è quindi tutto il tempo, in questo lungo inverno, perché ci possano essere fasi miti prima di un potenziale grande evento.

Innesco del gelo record senza nessun segnale premonitore

C’è molto scetticismo sul fatto che il caldo possa innescare ondate di gelo record. Uno studio del 2012 del dottor Francis su come il calo del ghiaccio marino artico potrebbe influenzare la corrente a getto ha contribuito a stimolare una ricerca più ampia su come il cambiamento climatico nella regione polare potrebbe dare noie non solo agli orsi, ma influenzare gli estremi climatici alle medie latitudini dell’emisfero settentrionale, inclusi molti dei principali centri abitati.

C’è il palese rischio che ondate di gelo improvvise, con scarso preavviso, raggiungano l’Europa, come d’altronde sovente i modelli matematici nelle due settimane di previsione prospettano, anche se poi tali eventi non si realizzano quasi mai. Ma ciò non significa che non avverranno nel futuro, in quanto il clima europeo più mite, forse si regge su una fluttuazione climatica che potrebbe interrompersi improvvisamente.

Se pensiamo all’ondata di gelo del 1985, vediamo che in quel caso non ci fu alcun indizio che poteva far presagire un tale evento. L’ondata di freddo e neve del Gennaio 1985 dimostra quanto abbiamo appena evidenziato. Il gelo può giungere inaspettato ed essere previsto solo con pochi giorni d’anticipo. Così accadde quell’Inverno, quando la prima parte del mese di Dicembre fu decisamente anonima e senza alcuna ondata di freddo degna di nota.

Il raffronto con la climatologia tipica del trentennio 1991-2020 mostra In modo eloquente come l’andamento climatico della prima parte di Dicembre del 1984 fu del tutto simile ai mesi di Dicembre a cui siamo abituati nell’attuale contesto di riscaldamento climatico. In sostanza, quel Dicembre fu molto mite rispetto al clima di quel periodo.

La cronaca meteo di un Dicembre 1984 decisamente poco invernale

1 dicembre: grandi gelate sul Mar Caspio, clima relative mite sull’Italia, l’Europa occidentale e la Scandinavia. Circolazione ciclonica sul bacino centrale del Mediterraneo.

2 dicembre: clima molto mite sulla Scandinavia, per effetto di un’avvezione calda proveniente dall’Italia. Raffreddamento sull’Italia nord occidentale con lieve irruzione fredda sulla Spagna dietro il passaggio di un fronte freddo.

3-4 dicembre: il tempo diventa perturbato sul centro-sud dell’Italia, per l’azione di una depressione mediterranea. La depressione mediterranea, nello sfaldarsi, si estende a buona parte dell’Italia, senza raggiungere il Nord. Sulle Alpi innevate il 4 dicembre 1984 c’è il sole.

5-6 dicembre: si attenua il vortice mediterraneo, la pressione atmosferica sull’Italia aumenta, ed il meteo ritorna buono su tutto il paese. Una debole perturbazione atlantica avanza verso l’Europa occidentale.

7-8 dicembre: bel tempo in tutta Italia, nubi stratificate sulle Alpi settentrionali per il passaggio di un debole fronte atlantico. Nuvole sparse lungo le coste ioniche, leggeri accumuli nuvolosi in Sicilia meridionale e Abruzzo. Nuvolosità sparsa in Spagna, dove si registrano piogge. Un fronte atlantico raggiunge le Isole Britanniche.

9 dicembre: la depressione islandese resta distante dall’Italia, dove il regime anticiclonico porta bel tempo, con pochissime nuvole di passaggio nel Centro Italia e in Sardegna. Nubi stratificate sulla Spagna, mentre una debole perturbazione attraversa le Isole Britanniche. Una seconda perturbazione interessa l’Europa centrale, ma la sua parte più attiva colpisce solo la Scandinavia.

10 dicembre: la perturbazione atlantica in transito sull’Europa centrale si sposta sui Balcani; in Italia il tempo rimane prevalentemente sereno. Accumuli nuvolosi tra l’alto Veneto e il Trentino, in Calabria e nel nord della Sicilia, a causa del transito di un fronte freddo dalla Scandinavia ai Balcani.

Gelo ben lontano dall’Italia e clima piacevole

Tra il 10 e il 15 dicembre, un marcato raffreddamento interessò la Russia, specialmente la regione ad est degli Urali, con un nucleo freddo isolato anche nella regione di Mosca. Estese formazioni di nebbia o nuvole basse, tipiche delle alte pressioni e dovute all’elevato tasso di umidità al suolo, interessarono la Francia e la valle dell’Ebro in Spagna.

Nuova crisi il 14 dicembre, con precipitazioni sulle Venezie e le Marche. Il 15 dicembre, correnti instabili mediterranee portarono un aumento della nuvolosità in Sardegna e nelle regioni nord-occidentali, con piogge sulla Spagna.

In generale, sull’Europa centro-occidentale, Italia inclusa, si verificò un incremento di masse d’aria più mite, con scarse nuvolosità. Era presente un’ampia area di Alta Pressione con apporto subtropicale, mentre mancavano sia le correnti atlantiche che l’Alta Pressione russa. Eppure dopo poche settimane accadde l’incredibile!

Per farla breve, la prima parte dell’inverno 1984/1985 fu statica, senza indizi degli estremi eventi di freddo del mese successivo, preceduti da una prima ondata di freddo e neve nel periodo natalizio. Ma la sorpresa era dietro l’angolo e coglierà impreparati persino i più celebri meteorologi dell’epoca