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El Niño vicino al PICCO massimo. Effetti DEVASTANTI per alcune aree del Pianeta. Fao lancia l’ALLARME

Il forte riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico non avrà riflessi immediati. Gli effetti sono attesi nei prossimi mesi e anni.

Michele Conenna di Michele Conenna
11 Nov 2023 - 17:15
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere
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El Niño, di cosa parliamo?

(METEOGIORNALE.IT) Come ben noto, e come spesso ribadito sul nostro sito, è l’anno de El Niño, quell’atipico riscaldamento superficiale delle acque dell’Oceano Pacifico in grado di condizionare le sorti climatiche, a medio-lungo termine, del mondo, e quindi anche dell’Europa e dell’Italia.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il picco di questo eccezionale fenomeno di riscaldamento marino avverrà tra gli ultimi giorni di Dicembre e i primi di Gennaio del nuovo anno quando sarà raggiunto il valore i +2,1°C di anomalia lungo il Pacifico centrale.

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Bisogna oltretutto dire che le fortissime raffiche di vento in transito sul Pacifico, prodotte dal passaggio della Madden Julian Oscillation, (MJO), fisseranno il picco massimo del El Niño. Ma dopo il picco atteso all’inizio del nuovo anno, l’attivitò del El Niño continuerà anche nel 2024?

 

Cosa succederà?

Sì, continuerà fino alla prossima primavera. Ma cosa bisogna attendersi? Gli effetti di questo anomalo riscaldamento, si manifestano solitamente l’anno successivo al suo sviluppo. Immaginate quindi una doppietta di anni caldissimi: il 2023, già caldo e con valori da record, che il 2024, candidato ad essere peggiore del precedente. Ma cosa sappiamo di questo El Niño?

Quello attuale sarebbe il più forte dal 2015-16 quando l’anomalia sul Pacifico raggiunse +2,6°C. Di conseguenza è possibile che non si verifichino gli stessi effetti dell’ultimo evento a livello planetario. C’è anche da dire che El Niño non è il solo fattore che guida le dinamiche globali e regionali. Quali sono gli effetti? Ondate di caldo eccezionali, siccità pesante, incendi, forti piogge e inondazioni. Va inoltre considerato che El Niño non sarà il solo ad incidere sulle dinamiche invernali delle medie latitudini i cui effetti andranno valutati a parte.

 

Fao lancia l’allarme

Proprio per questi motivi, la FAO, ha lanciato l’allarme e corre ai ripari con un piano di prevenzione da 160 milioni di dollari e una risposta aggiornata per fornire sostegno a oltre 4,8 milioni di persone fino a marzo 2024.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura di fronte all’incombente minaccia di questo forte fenomeno meteorologico, predispone una serie di azioni per ridurre gli impatti previsti sui mezzi di sussistenza agricoli e sulla sicurezza alimentare delle popolazioni più a rischio e vulnerabili.

Il Piano dà priorità alle azioni in 34 paesi dell’Africa orientale e meridionale, dell’Asia e del Pacifico, dell’America Latina e dei Caraibi, che sono stati identificati sulla base di una valutazione degli impatti storici di El Nino e di altri fattori chiave, come previsioni climatiche, stagionalità agricola e attuali vulnerabilità. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: Effetti El NiñoEl Ninofaomaltempometeoriscaldamento
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Michele Conenna

Michele Conenna

Michele Conenna è un tecnico meteorologo certificato DTC-TMT-001-18 e creator digitale, con una consolidata esperienza nella previsione e comunicazione meteorologica. È Direttore e responsabile di Meteoconenna.it, nonché analista e previsore per METEO7.it. Collabora come redattore con Neve Appennino e ilmeteo.net, ed è meteorologo per IL7 Magazine e Radio Norba. Nel corso della sua carriera ha lavorato anche come tecnico meteorologo presso il Gruppo Norba e come addetto al meteo per Il 7. Oltre all’attività scientifica e divulgativa, è Direttore Artistico della rassegna “Le Radici del Sud”, dove unisce competenze tecniche e creatività comunicativa. Appassionato di meteorologia e nuove tecnologie, Michele si impegna ogni giorno nel rendere l’informazione meteo più precisa, accessibile e coinvolgente.

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