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Il Parlamento Europeo adotta una nuova Direttiva sulla qualità dell’aria

Achille Mancini di Achille Mancini
03 Ott 2023 - 10:17
in Magazine
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Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla nuova Direttiva sulla qualità dell’aria, stabilendo limiti più rigidi rispetto a quelli proposti dalla Commissione. Con 363 voti a favore, 226 contrari e 46 astenuti, i parlamentari europei hanno definito obiettivi e limiti più severi da raggiungere entro il 2035 per vari inquinanti, tra cui particolato (PM2.5, PM10), diossido di azoto, anidride carbonica, anidride solforosa e ozono.

La nuova Direttiva sulla qualità dell’aria

(METEOGIORNALE.IT) La nuova Direttiva sulla qualità dell’aria, approvata dal Parlamento europeo, incorpora in gran parte la versione adottata dalla Commissione Ambiente dell’Europarlamento (Envi), che ha imposto standard più elevati rispetto alla proposta della Commissione.

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In particolare, il documento della Commissione Ambiente stabilisce un obiettivo finale di limiti per i principali inquinanti in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, come spiegato dallo stesso Parlamento europeo nel testo ufficiale della Direttiva sulla qualità dell’aria: “Nel settembre 2021 l’OMS ha pubblicato nuove linee guida sulla qualità dell’aria, basate su un’analisi completa delle prove scientifiche sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute.

Le conclusioni di queste linee guida sulla qualità dell’aria sottolineano in particolare l’importanza di ridurre le concentrazioni di inquinamento, dimostrando che ciò comporterebbe chiari benefici per la salute pubblica e l’ambiente. La presente direttiva – afferma il Parlamento europeo – tiene conto delle più recenti conoscenze scientifiche e della necessità di allineare pienamente le norme dell’Unione in materia di qualità dell’aria ai più recenti orientamenti dell’OMS sulla qualità dell’aria, nell’intento di conseguire gli obiettivi generali del piano d’azione per l’inquinamento zero”.

 

Nuovi limiti di concentrazione degli inquinanti

Il Parlamento europeo sostiene che i valori proposti dalla Commissione dovrebbero costituire un obiettivo intermedio, da raggiungere il più presto possibile e comunque entro il 2030. Il piano d’azione per l’inquinamento zero definisce anche una visione per il 2050, in cui l’inquinamento atmosferico è ridotto a livelli non più considerati nocivi per la salute e per gli ecosistemi naturali. Per raggiungere questo obiettivo, si dovrebbe adottare un approccio ambizioso alla definizione delle norme attuali e future dell’UE in materia di qualità dell’aria, stabilendo norme in materia di qualità dell’aria per il 2035, inclusi standard di qualità dell’aria intermedi per il 2030. La nuova Direttiva sulla qualità dell’aria, così come approvata dal Parlamento europeo, prevede un controllo periodico da parte delle istituzioni per garantire che la riduzione delle emissioni inquinanti sia costante.

Maggiore monitoraggio della qualità dell’aria

Il testo non si limita a stabilire limiti di concentrazione più rigidi, ma invita ad aumentare il numero di punti di campionamento della qualità dell’aria. Nelle aree urbane dovrebbe esserci almeno un super-sito di monitoraggio ogni 2 milioni di abitanti, utile a rappresentare l’esposizione della popolazione urbana generale. La Commissione aveva proposto un punto di campionamento ogni 10 milioni di abitanti. Inoltre, in luoghi in cui è probabile che si verifichino alte concentrazioni di particelle ultrafine, di carbone nero, di mercurio e di ammoniaca, il Parlamento vuole che ci sia un punto di campionamento ogni milione di abitanti. Ancora una volta, il Parlamento europeo ha alzato il livello rispetto alla Commissione che, per le zone particolarmente esposte, aveva proposto un punto di campionamento ogni cinque milioni di abitanti e solo per le particelle ultrafine.

 

Protezione dei cittadini e trasparenza

Un aspetto particolarmente interessante del testo approvato dal Parlamento europeo riguarda la trasparenza e la protezione dei cittadini europei. In primo luogo, i deputati vogliono armonizzare gli indici di qualità dell’aria dei 27 Stati membri, attualmente frammentati e poco comprensibili. L’obiettivo è ottenere indici comparabili, chiari e disponibili al pubblico, con aggiornamenti orari in modo che i cittadini possano proteggersi durante gli alti livelli di inquinamento atmosferico prima che vengano raggiunte soglie di allarme obbligatorie.

In questo modo, il Parlamento propone un approccio molto concreto al problema dell’inquinamento dell’aria che, secondo le stime dell’Agenzia europea per l’ambiente (Aea), provoca 300.000 morti premature all’anno tra i cittadini europei.

Secondo quanto previsto nel testo emendato, gli enti dovranno fornire informazioni sui sintomi associati ai picchi di inquinamento atmosferico e sui rischi per la salute associati a ciascun inquinante, oltre a informazioni specifiche per i gruppi vulnerabili.

In caso di violazione delle nuove norme, i parlamentari europei propongono un diritto rafforzato al risarcimento.

Il diritto al risarcimento

Nello specifico, secondo il testo approvato dal Parlamento europeo, “gli Stati membri provvedono affinché le persone fisiche la cui salute subisce un danno a causa di una violazione della presente direttiva […] a causa di un’omissione, di una decisione, di un atto o del ritardo di una decisione o di un atto da parte delle autorità competenti abbiano diritto a un risarcimento a norma del presente articolo”. La nuova direttiva sulla qualità dell’aria prevede inoltre che gli Stati debbano autorizzare le organizzazioni non governative che promuovono la protezione della salute umana o dell’ambiente a rappresentare le persone fisiche e a intentare azioni collettive per ottenere un risarcimento.

Il diritto al risarcimento rafforzato, infine, si basa anche sulla presunzione di causalità: “Se una domanda di risarcimento è sostenuta da elementi di prova, compresi dati scientifici pertinenti, da cui si può presumere che la violazione di cui al paragrafo 1 abbia causato il danno subito da tale persona o abbia contribuito al suo verificarsi, si presume il nesso causale tra la violazione e il verificarsi del danno”, scrivono i parlamentari europei.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre predisporre dei piani di emergenza nei casi in cui le concentrazioni superino i valori limite.

Infine, secondo le previsioni del Parlamento europeo, tutti gli Stati membri devono predisporre delle tabelle di marcia per la qualità dell’aria con azioni a breve e lungo termine per conformarsi ai nuovi valori limite.

Il processo legislativo continuerà con il pronunciamento del Consiglio Europeo, nel quale si esprimeranno i rappresentanti dei 27 governi degli Stati membri. (METEOGIORNALE.IT)

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