
(METEOGIORNALE.IT) Il ruolo delle piante floreali nella sopravvivenza post-estinzione dei dinosauri
La caduta dell’asteroide e l’estinzione dei dinosauri Circa 66 milioni di anni fa, un asteroide di 11 km di diametro precipitò sulla Terra, causando l’estinzione dei dinosauri non aviani. Questo evento catastrofico, noto come estinzione del Cretaceo-Paleogeneo (K-Pg), ha segnato la fine dell’era dei dinosauri e ha aperto la strada a nuove forme di vita. Nonostante la perdita di tre quarti delle specie terrestri, tra cui tutti i dinosauri non aviani, alcune forme di vita sono riuscite a sopravvivere e prosperare in questo nuovo mondo.
Le piante floreali e la loro sopravvivenza
Le piante floreali, o angiosperme, sono state tra i sopravvissuti di questo evento di estinzione di massa. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Biology Letters, le piante floreali sono emerse in gran parte indenni dagli effetti della caduta dell’asteroide. Questo ha permesso loro di fiorire senza competizione nel nuovo ambiente terrestre.
Jamie Thompson, biologo evolutivo post-dottorato presso l’Università di Bath in Inghilterra, ha osservato che “dopo che la maggior parte delle specie terrestri si estinse nel K-Pg, le angiosperme presero il sopravvento, in modo simile a come i mammiferi presero il posto dei dinosauri, e ora quasi tutta la vita sulla Terra dipende ecologicamente dalle piante floreali”.
Le difficoltà nello studio delle piante floreali
Gli scienziati hanno avuto difficoltà a identificare le piante floreali nel registro fossile, poiché la maggior parte del registro è costituita da foglie isolate che non sono collegate ad altri organi vegetali. Nonostante ciò, ci sono prove di estinzioni di piante floreali dopo l’impatto dell’asteroide, ma non di un declino generalizzato come in altri tipi di organismi.
La risposta delle piante floreali all’evento di estinzione K-Pg
Per comprendere meglio come le piante floreali hanno risposto all’evento di estinzione K-Pg, gli scienziati hanno analizzato i principali lignaggi di piante floreali precedentemente mappati a partire da mutazioni del DNA di migliaia di specie.
Modelli matematici e tassi di estinzione
Utilizzando modelli matematici, gli scienziati hanno stimato che le piante floreali hanno sperimentato un tasso di estinzione relativamente stabile nel tempo, senza prove di un’estinzione di massa. Questo significa che, sebbene siano state perse singole specie, i grandi gruppi familiari sono sopravvissuti.
L’asteroide Chicxulub
È interessante notare che la maggior parte delle famiglie di piante floreali che vediamo oggi sono emerse prima dell’evento K-Pg. Gli antenati delle moderne orchidee, magnolie e menta vivevano accanto ai dinosauri. Dopo l’estinzione del K-Pg, le piante floreali sopravvissute si sono diffuse e diversificate.
Santiago Ramírez-Barahona, coautore dello studio e ricercatore presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico, ha osservato che “le piante floreali hanno una notevole capacità di adattamento in quanto utilizzano vari meccanismi di dispersione dei semi e di impollinazione, e alcune hanno duplicato l’intero loro genoma e altre hanno sviluppato nuove forme di fotosintesi. Questo ‘potere dei fiori’ è ciò che le rende vere sopravvissute della natura”.
Le estinzioni di massa nella storia della vita
Nella storia della vita sulla Terra, ci sono state almeno cinque grandi estinzioni di massa che hanno profondamente influenzato la diversità e la distribuzione di interi gruppi di organismi. L’estinzione più recente è stata l’estinzione del Cretaceo-Paleogeneo (K-Pg), avvenuta circa 66 milioni di anni fa e associata all’impatto dell’asteroide Chicxulub. (METEOGIORNALE.IT)
