(METEOGIORNALE.IT) Desidero chiarire che sto considerando un’ipotesi basata sull’analisi delle rappresentazioni dinamiche dei modelli matematici che tracciano le variazioni delle masse d’aria in altitudine, focalizzandosi in particolar modo quella del geopotenziale di 500 hPa. Questa è la zona in cui viene valutata, in parte, l’intensità delle alte pressioni che, comprimendo l’aria negli strati inferiori, producono le assurde ondate di calore record. Contemporaneamente, è la zona in cui si trovano correnti, o nel nostro caso, gocce d’aria fredda che conducono a una notevole instabilità atmosferica, accompagnata da fasi di cattivo tempo intenso.
Le gocce d’aria fredda, come gli intensi anticicloni in quota, possono presentare sfide significative in ambito previsionale. Le prime creano marcate differenze termiche e, in un contesto caldo come quello dei nostri mari e delle terre emerse, possono scatenare fenomeni meteorologici molto forti, a volte imprevisti (quasi imprevedibili). Negli ultimi tempi, abbiamo notato un incremento esponenziale di eventi meteorologici estremi rispetto a quelli ordinari. Ci sono molte circostanze meteorologiche da citare. Ad esempio, ogni fase di alta pressione ora corrisponde a un periodo di notevole calore, così come a ogni corrente d’aria fredda, o goccia fredda in quota, corrisponde un brutto tempo estremo che causa danni e fenomeni meteorologici veramente atipici.
Nel recente evento di agosto, prendiamo come esempio l’acqua alta a Venezia; un fenomeno ad agosto non comune, tanto che non era previsto installare le passerelle in Piazza San Marco in caso di inondazioni (ad agosto non c’è acqua alta). O ancora, il 23 e 24 agosto diverse località della Valle d’Aosta e delle Alpi piemontesi hanno registrato temperature vicine ai record storici, con lo Zero Termico che superava i 5000 metri di altitudine, ma poco dopo sono state colpite da tempeste di neve.
Emblematico, sia perché si tratta di una grossa area urbana, ma anche per l’entità degli eventi, è quanto avvenuto d’estate a Milano, che il 23 agosto ha superato il suo record storico di circa 260 anni per la temperatura media giornaliera più alta (ne hanno parlato i giornali in tutto il Mondo). Mentre, i rari temporali di questa estate hanno frequentemente portato a piogge brevi e torrenziali, downburst con danni, grandinate, in particolare il terribile temporale del 25 luglio all’alba. Potremmo anche menzionare il calore di luglio, con i 47 gradi registrati a Olbia e 43 a Roma. Qui, in breve, non possiamo trascurare come il meteo sia diventato così estremo. Pensate, mentre in Italia soffrivamo di un caldo opprimente, alla fine di agosto, una tempesta ha colpito Graz, in Austria, con grandine di 9 cm di diametro. Tempeste con grandine devastante hanno ucciso migliaia di animali selvatici in Baviera e Tirolo.
Ogni giorno c’è un evento meteorologico estremo da qualche parte nel Mondo, e molte pagine nei social media sono dedicate alla raccolta di video e foto di tali eventi. Ma ciò che illustrano rappresenta solo una piccola parte di ciò che accade.
In tale scenario, non mi sembra irrealistico supporre che l’insolito e straordinario anticiclone caldo, che si muoverà, così parrebbe dalle proiezioni dei modelli matematici, attraverso mezza Europa nei prossimi giorni, potrebbe lasciare un’apertura nel Mediterraneo centrale a gocce d’aria fredda in quota. Queste correnti potrebbero raggiungere i cieli italiani, potenzialmente causando forti instabilità atmosferiche, con temporali intensi.
Questa, però non è ancora una previsione ufficiale, ma un’ipotesi basata sulla traiettoria dell’alta pressione che potrebbe spostarsi verso nord est in Italia, sino al sud della Scandinavia, bloccando anche le perturbazioni provenienti da ovest, e lasciando quindi aperta la via agli impulsi freddi in quota dalla Russia. Questa tendenza sarebbe in linea con un clima che presenta caratteristiche quasi tropicali, considerando che continueremo ad avere mari caldi, fonti di elevata umidità. (METEOGIORNALE.IT)
