Il problema persistente di Fukushima: l’acqua radioattiva e le sue conseguenze
Il rilascio di acque radioattive nell’Oceano: una soluzione estrema
(METEOGIORNALE.IT) Valerio Rossi Albertini, fisico del Cnr, ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla decisione di rilasciare nell’Oceano le acque radioattive provenienti dalla centrale nucleare di Fukushima. Secondo l’esperto, questa mossa rappresenta una “extrema ratio”, un “provvedimento tampone”, che evidenzia come, a 12 anni di distanza, l’incidente nucleare non sia ancora risolto e le sue conseguenze si protraggano per decenni.
La situazione attuale della centrale nucleare di Fukushima
Rossi Albertini spiega che l’acqua di raffreddamento, utilizzata per mantenere sotto controllo il nocciolo del reattore ancora caldo, si è accumulata nel corso degli anni, diventando radioattiva a causa del contatto con le sostanze presenti nel reattore. Questa acqua ha riempito tutte le vasche disponibili, costruite appositamente per raccoglierla. Ora, per poter continuare il processo di raffreddamento, è necessario liberarsi di questa acqua, la cui quantità è paragonabile a quella di 500 piscine olimpioniche.
I rischi per l’ecosistema marino
Nonostante l’acqua venga pretrattata per rimuovere le sostanze nocive e diluita prima di essere rilasciata nell’Oceano, l’esperto avverte che potrebbero esserci rischi per l’ecosistema marino. Infatti, sebbene l’Oceano Pacifico sia vasto e l’acqua radioattiva verrà diluita rapidamente, lo sversamento avviene in un punto specifico, dove potrebbero verificarsi problemi.
Le possibili alternative
Secondo Rossi Albertini, esistono altre soluzioni teoriche, come trasportare l’acqua in impianti di trattamento o farla evaporare. Tuttavia, queste opzioni comporterebbero costi insostenibili o richiederebbero un consumo energetico eccessivo. L’esperto sottolinea che non esiste una soluzione ideale in caso di incidenti nucleari di questa portata, poiché non esiste un protocollo di azione definito e si procede a tentativi.
Le conseguenze a lungo termine di un incidente nucleare
Infine, Rossi Albertini ricorda che le conseguenze di un incidente nucleare si protraggono per decenni, come dimostrato anche dal caso di Chernobyl. Nonostante le simulazioni e le precauzioni, non si può prevedere con certezza l’impatto di un rilascio di acqua radioattiva di queste dimensioni sull’ecosistema marino. Inoltre, l’esperto sottolinea che questa situazione rappresenta un trauma per l’economia locale. (METEOGIORNALE.IT)

