(METEOGIORNALE.IT) Grazie al lavoro pubblicato da protothema.gr abbiamo tradotto, riassunto, e ricostruito le alluvioni che hanno colpito la Grecia, in particolare qui sono riportate quelle della zona di Atene e dell’Attica.
L’Attica è una regione storica che si estende nella parte sud-orientale della Grecia peninsulare e comprende la capitale Atene. La sua posizione geografica, bagnata dal Mar Egeo, la rende soggetta a un clima mediterraneo tipico, simile a quello di Atene ma con alcune variazioni a seconda dell’area specifica all’interno della regione.
Con l’arrivo dell’autunno, l’Attica vede una diminuzione graduale delle temperature. Anche se settembre può ancora essere caldo, ottobre e novembre portano temperature più fresche e un aumento delle precipitazioni, soprattutto verso la fine dell’autunno. Con i cambiamenti climatici la Grecia, specie quella meridionale, sta subendo i peggiori effetti, in quanto subisce ogni anno periodi caldissimi e asciutti, che con i forti venti predominanti, favoriscono l’espandersi di incendi devastanti. A inizo autunno crescono i rischio di alluvioni lampo e nubifragi. La Grecia è stata colpita in anni recenti da due cicloni simil tropicali mediterranei o Medicane che hanno causato diverse vittime.
XIX secolo
La prima grande inondazione dell’Attica di cui conserviamo traccia avvenne nel 1887 (22-24 ottobre). Il cielo versò acqua ininterrottamente per 48 ore e una persona non sopravvisse.
Il 14 novembre 1896 (calendario antico), un’area di bassa pressione proveniente da sud-ovest provocò abbondanti precipitazioni. I fiumi Ilisos (il cui corso in quel periodo rimaneva scoperto) e Kifisos esondarono. Ampie aree del bacino furono sommerse. Le zone più colpite furono Moschato e Rentis. Questo evento, chiamato “alluvione di San Filippo” perché il 14 novembre è dedicato a San Filippo, risultò in 61 decessi. Gli effetti devastanti furono notevoli e, contemporaneamente, si levavano forti critiche contro il governo Diligiannis da parte degli avversari politici. Ricordiamo che solo pochi mesi prima Atene aveva accolto i primi Giochi Olimpici moderni. Stando ai registri dell’Osservatorio di Atene, in quel giorno si registrarono 150,2 mm di pioggia in 11 ore e 40 minuti!
In quel periodo, Ilisos non aveva un’uscita diretta nella baia di Falirikos ma confluiva con Kifissos vicino Eleonas. Così, con piogge intense, le aree circostanti Eleonas diventavano paludose, creando disagi per i residenti. Dopo la catastrofica inondazione di Agios Filippos, emergere l’idea di deviare il corso dell’Ilisos e di creare un nuovo letto fluviale.
L’implementazione di questo ambizioso progetto iniziò circa nel 1905. Alla guida di questo progetto c’era l’ingegnere civile, professore presso l’E.M.P. e, in seguito, l’accademico Angelos Ginis (1859-1928). In suo onore è stato denominato l’edificio principale dell’E.M.P. (“Edificio Gini”), costruito tra il 1930 e il 1935.
Il corso rinnovato di Ilisos ha origine da Evangelistrias Street, intersecandosi con Hamosternas Street, approssimativamente 260 metri prima del ponte di Harokopou Street e 200 metri prima del ponte a tre arcate di H.S.A.P. Da quel momento, Ilisos termina nella baia di Falirikos Ormos.
All’inizio della deviazione dell’Ilisos, c’è ora una postazione di controllo gestita da EYDAP. Attraverso delle scale, gli addetti possono accedere al corso sotterraneo dell’Ilisos. Ovviamente, l’area è chiusa, attentamente monitorata e l’accesso al suo interno è assolutamente proibito.
Il XIX secolo tristemente terminò con un’ulteriore inondazione (18 novembre 1899), di cui i giornali dell’epoca affermavano che era senza paragoni per Atene, superando in gravità l’inondazione di Agios Filippos, provocando numerose perdite umane e materiali. Tuttavia, non siamo riusciti a determinare l’esatto numero di vittime o danni.
Secondo quanto riportato da D. Ziakopoulos su ziakopoulos.blogspot.gr (6 dicembre 2014), il giornale “Embros” del 20 novembre 1899 scriveva: “La devastante furia dell’Iristo fu peggiore di quella dell’evento triennale precedente nella notte di Agios Filippos e durò solo tre ore… Gli Ateniesi non hanno memoria di un evento simile… Ogni quartiere di Atene fu riferito come distrutto. Si vociferava insistentemente sulla devastazione dei sobborghi di Kolokynthos e Patisia.”
Inondazioni del 1925 e 1934 (“alluvione di Vamvakaris”)
Il 23 novembre 1925, un violento temporale durato quattro ore causò la morte di otto individui e distrusse 127 abitazioni. Il Pireo, insieme ai suoi quartieri come Kaminia, Lefka e Kato Kokkinia, subì notevoli danni. In data 22 novembre 1934, cinque ore di pioggia incessante causarono sei vittime, interruzioni di corrente e di trasporto; l’acqua raggiunse un metro di altezza a Neo Faliro e due metri a Moschato. Markos Vamvakaris creò una canzone su questa alluvione. Dimitris Ziakopoulos riferisce che durante questa pioggia, vaste aree del Pireo e altre località furono allagate e sette persone persero la vita.
Storia del 1961
Nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1961, Atene fu colpita da un devastante nubifragio che durò circa otto ore. Questa tempesta causò innumerevoli danni e molte vittime, con stime variabili tra 44 e 47 morti. Le zone più colpite furono i sobborghi occidentali come Peristeri, Agioi Anargyri, Ilion e Aegaleo, tra gli altri. Durante e dopo il disastro, ci furono tensioni politiche, conflitti tra scienziati e incidenti tra la polizia e i giornalisti.
Alluvioni del 1977 e 1994
Il 2 novembre 1977, Atene fu colpita da un’altra grave inondazione. Tra le ore 19:00 e le 23:00, piovve incessantemente. Le vittime variano tra 24 e 37, a seconda delle fonti. L’alluvione causò anche la distruzione di 2.000 abitazioni e danneggiò il 15% delle infrastrutture stradali. Aegaleo e Moschato furono dichiarati in stato d’emergenza.
Il 21 ottobre 1994, una violenta pioggia sommerse la zona di New Philadelphia. Questo evento catastrofico provocò la morte di dieci persone, distrusse centinaia di automobili e causò ingenti danni materiali. Anche alcuni edifici importanti furono danneggiati, ma furono salvati e restaurati preziosi documenti storici grazie all’opera di numerosi volontari.
XXI secolo
Nel nuovo millennio, grazie alle opere anti-alluvione nel bacino, alla consapevolezza globale, al significativo avanzamento delle infrastrutture edili e a certe misure preventive basilari intraprese dallo Stato, abbiamo evitato di registrare le tragiche cronache delle alluvioni precedenti.
Così, il 7 novembre 2002, Attica ha sperimentato piogge diffuse, in particolare nella sua parte meridionale (all’Osservatorio sono caduti 77 mm di pioggia in 6 ore, e a Pireo 61 mm in 6 ore). Ma, fortunatamente, non ci sono state vittime.
Dal 22 al 25 novembre 2005, è stata l’Attica orientale a “subire” le conseguenze delle inondazioni. A Penteli, durante questi giorni, sono caduti 210 mm di pioggia e a Dionysos 200 mm. Ancora una volta, fortunatamente, non ci sono state vittime.
Il 20 e 21 ottobre 2007, intensi rovesci e venti tempestosi hanno investito tutto il paese. In Attica, oltre alle numerose abitazioni e negozi allagati e ai temporanei disagi nel traffico (come sull’autostrada nazionale Atene-Corinto, nei pressi di “Halyvourgiki”, e il sottopasso di via Kallirrois), non ci sono state ulteriori implicazioni.
Nell’inondazione del 22 febbraio 2013, una giovane donna di 24 anni ha perso la vita. L’allagamento di edifici e il caos sulle strade erano in qualche modo aspettati…
Il tragico evento delle alluvioni del 2017 a Mandra
Infine, nelle prime ore del mercoledì 15 novembre 2017, in seguito a intense piogge causate dal basso barometrico Euridice, le inondazioni in Attica occidentale hanno scatenato una catastrofe. A causa di tali inondazioni, 24 persone sono decedute: 23 a Mandra, a causa dello straripamento dei torrenti Sures e Agia Aikaterini, e una a Nea Peramos. Questa è risultata essere la terza inondazione più mortale in Attica in termini di vittime. (METEOGIORNALE.IT)

