L’entità del disastro in una video simulazione. In caso di grossa eruzione, ogni forma di vita verrà spazzata via entro un’area di diversi chilometri. La storia eruttiva dei Campi Flegrei è dominata da due grandi eruzioni: l’eruzione dell’Ignimbrite Campana – avvenuta 39.000 anni fa – e l’eruzione del Tufo Giallo Napoletano, che risale a 15.000 anni fa. Quella di 39.000 anni fa spazzerebbe via ogni traccia di vita e seppellirebbe gran parte della Campania.
Sarebbe un disastro a cui non vogliamo pensare nemmeno.
In caso di eruzione, l’atmosfera sarebbe inondata di particelle e gas, tra cui in particolare lo zolfo. L’eruzione produrrà una colonna di cenere che si estenderà oltre i 20 chilometri di altezza (si stima che quella di 39.000 anni fa superò i 35 km di altezza).
Ma perché i Campi Flegrei sono così minacciosi? La vera minaccia dei Campi Flegrei sta nei flussi piroclastici, rapidi e letali, capaci di muoversi a velocità impressionanti. Circa 500.000 residenti della zona rossa e altri 840.000 della zona gialla sono a rischio.
Nonostante l’ultima eruzione registrata nel 1538, il super-vulcano mostra segni di inquietudine da oltre sette decenni, come evidenziato da fumarole, sorgenti termali e sismi.