Lโormai consueta โrottura di fine estateโ questโanno ha fatto la sua comparsa con un ritardo di due settimane rispetto alla norma degli ultimi decenni. Malgrado il deciso abbassamento delle temperature registrato ultimamente, lโestate 2023 (giugno-agosto) sta per concludersi con una temperatura media superiore rispetto allo standard del periodo 1991-2020.
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Un fenomeno anomalo ma isolato
Non รจ comune osservare la neve a 2.000 metri di quota alla fine di agosto, specialmente sulle Alpi occidentali, dove รจ molto meno frequente rispetto alle Alpi orientali. Tuttavia, tale fenomeno ha avuto una breve durata. La domanda sorge spontanea: si sta arrestando il riscaldamento globale? Questo episodio meteo, pur essendo singolare, riguarda solo una piccola parte del nostro Pianeta. Al contrario, vaste regioni stanno ancora subendo lโimplacabile calore dellโestate 2023. La buona notizia รจ che il drastico calo delle temperature ha temporaneamente interrotto la fusione dei ghiacciai alpini. ร anche rassicurante ricordare che siamo alle porte di settembre, periodo in cui generalmente le temperature diminuiscono sensibilmente nelle Alpi. Nonostante ciรฒ, i danni subiti dai ghiacciai questโestate sono significativi, seppur minori rispetto a quelli del 2022.
Ma questo non indica un miglioramento della situazione: il riscaldamento globale continua e provoca queste brusche oscillazioni termiche, con cali anche di 30ยฐC in certe zone delle Alpi nordoccidentali. Ciรฒ รจ testimoniato dalla recente nevicata a Zermatt in Svizzera, situata a soli 1600 metri di quota, dopo aver registrato temperature superiori ai 31ยฐC, e da fenomeni simili a Sestriere in Italia.

Conseguenze e precedenti
Il repentino cambio climatico รจ seguito ad un periodo di siccitร prolungato, interrotto da intense precipitazioni. In Italia, oltre che nella regione alpina estera, questo ha causato lโesondazione di fiumi e torrenti e diverse frane, arrecando disagi ai turisti in montagna. Proprio il 28 agosto, le intense piogge hanno facilitato il raffreddamento dellโaria e creato condizioni di isotermia nelle zone interne delle Alpi occidentali, consentendo alla neve di scendere temporaneamente fino a 2000 metri, come avvenuto a Sestriere, e a quote anche inferiori in altre zone alpine. Eventi analoghi ci sono stati anche nel passato, tuttavia, quello appena accaduto รจ di maggiori rilevanza, e potremmo definirlo eccezionale.
In definitiva, il cambiamento climatico continua senza sosta, e ciรฒ diverrร sempre piรน evidente in futuro con nuovi e ulteriori eventi meteo estremi.
