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Grandine gigante caduta in Veneto. Foto a cura di Eliano Bressanelli.

La giornata del 13 Luglio è stata un’altra giornata da dimenticare per diverse zone del Nord Italia, devastate dalla grandine, dalle raffiche di vento, dal maltempo.

L’Anticiclone Africano, che sembrava così saldo ed indistruttibile, ha in realtà lasciato spazio ad infiltrazioni di aria fredda di origine atlantica, che sono riuscite a penetrare anche a sud dell’Arco Alpino provocando una serie di temporali che non erano attesi dalla modellistica di previsione.

La risoluzione dei modelli matematici atmosferici è infatti troppo “larga” per riuscire ad individuare fenomeni che hanno una grandezza di pochi chilometri, ma che sono in grado di percorrere centinaia di chilometri da ovest verso est.

 

Il primo temporale ha interessato nelle prime ore della notte il Piemonte e la Lombardia con una cella, ed il Veneto, Trentino e Friuli con una seconda cella temporalesca.

I fenomeni sono stati eclatanti: nel Bresciano sono caduti chicchi di grandine di oltre 10 cm di diametro.

Anche nel Comasco e nel Varesotto numerosi sono stati gli interventi per alberi caduti con chiusura temporanea di alcune strade.

In Veneto e Friuli potenti raffiche di vento causate dal fenomeno del “downburst” (raffiche di vento discendenti da un cumulo nembo in avvicinamento), hanno raggiunto velocità di 110-130 km/h, scoperchiando tetti, abbattendo alberi e pali della corrente elettrica, interrompendo la circolazione nelle strade (soprattutto nell’Udinese e Goriziano).

Anche in Veneto si sono verificate delle fortissime grandinate, con chicchi del diametro di 5-6 cm in provincia di Venezia.

 

Successivamente, su Genova e l’Appennino Ligure si è formata un’altra cella temporalesca, che ha causato abbondantissime precipitazioni: sono caduti infatti 153,6 mm a Pietralavezzara, Genova a 570 metri di altezza.

Tale cellula ha innescato una nuova ondata di temporali che hanno interessato dapprima la zona occidentale appenninica emiliana, per poi interessare l’Alta Toscana, il Bolognese, la costa romagnola.

In questo caso è stata la città di Forlì la più colpita dall’evento temporalesco, con raffiche di vento che hanno raggiunto in zona gli 87 km/h di velocità.

La zona di Cervia e di Milano Marittima hanno visto cadere numerosi alberi lungo le strade, mentre gli stabilimenti balneari sono stati gravemente danneggiati.

 

Il mese di Luglio non è nuovo a fenomeni atmosferici grandinigeni di grossa portata.

Fu proprio il 17 Luglio del lontano 1788 si verificò in Francia la più grande ed estesa grandinata nella storia della Nazione, con una fascia colpita della lunghezza di oltre 1000 chilometri. La distruzione dei raccolti provocò una carestia storica, che fu una delle cause innescanti della Rivoluzione Francese.

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