
(METEOGIORNALE.IT) Un recente studio ha scoperto un legame statistico tra i cambiamenti nelle radiazioni cosmiche e l’attività sismica, che potrebbe contribuire a prevedere i terremoti. Tuttavia, la capacità di prevedere posizioni specifiche rimane poco chiara e la scoperta solleva domande intriganti sulla potenziale influenza di fenomeni come i flussi di materia oscura.
Il progetto CREDO e la correlazione tra radiazioni cosmiche e terremoti
Il progetto CREDO (Cosmic Ray Extremely Distributed Observatory) è stato avviato nel 2016 dall’Istituto di fisica nucleare dell’Accademia polacca delle scienze (IFJ PAN) a Cracovia. L’obiettivo principale di CREDO è monitorare i cambiamenti globali nel flusso di radiazioni cosmiche secondarie che raggiungono la superficie del nostro pianeta. Questa radiazione è prodotta più intensamente nella stratosfera terrestre all’interno del cosiddetto massimo Regener-Pfotzer, dove le particelle della radiazione cosmica primaria si scontrano con le molecole di gas della nostra atmosfera e danno inizio a cascate di particelle secondarie.
Le basi fisiche della correlazione
Le correnti parassite nel nucleo liquido del nostro pianeta sono responsabili della generazione del campo magnetico terrestre. Questo campo devia i percorsi delle particelle cariche della radiazione cosmica primaria. Pertanto, se i grandi terremoti fossero associati a perturbazioni nei flussi di materia che guidano la dinamo terrestre, queste perturbazioni altererebbero il campo magnetico, che a sua volta influenzerebbe le tracce delle particelle della radiazione cosmica primaria in un modo che dipende dalla dinamica dei disturbi all’interno del nostro pianeta.
Analisi dei dati e risultati
I fisici del CREDO hanno analizzato i dati sull’intensità dei raggi cosmici provenienti da due stazioni del progetto Neutron Monitor Database e dall’Osservatorio Pierre Auger. Le analisi sono state effettuate utilizzando diverse tecniche statistiche e hanno mostrato una chiara correlazione tra i cambiamenti nell’intensità della radiazione cosmica secondaria e la magnitudo sommata di tutti i terremoti con magnitudo maggiore o uguale a 4. Questa correlazione diventa evidente solo quando i dati dei raggi cosmici sono spostati di 15 giorni in avanti rispetto ai dati sismici, suggerendo la possibilità di rilevare i prossimi terremoti con largo anticipo.
Domande aperte e possibili spiegazioni
Nonostante la chiara correlazione tra radiazioni cosmiche e terremoti, non è chiaro se sarà possibile individuare i luoghi dei cataclismi. Le correlazioni tra i cambiamenti nell’intensità dei raggi cosmici e i terremoti non sono evidenti nelle analisi specifiche della posizione. Appaiono solo quando si tiene conto dell’attività sismica su scala globale.
Periodicità su larga scala e possibili influenze esterne
Una grande sorpresa è la periodicità su larga scala della correlazione, un fenomeno che nessuno si aspettava. Le analisi mostrano che il massimo di correlazione si verifica ogni 10-11 anni, un periodo simile al ciclo di attività solare. Tuttavia, non coincide affatto con la massima attività della nostra stella! Inoltre, ci sono altre periodicità comuni di natura sconosciuta sia nei dati sui raggi cosmici che nei dati sismici.
Il ruolo della materia oscura
La mancanza di spiegazioni classiche per le periodicità osservate induce a considerare il possibile ruolo di altri fenomeni meno convenzionali. Uno di questi potrebbe essere il passaggio della Terra attraverso un flusso di materia oscura modulato dal Sole e da altri corpi massicci nel nostro sistema planetario. La Terra, con il suo grande campo magnetico, è un rilevatore di particelle estremamente sensibile, molte volte più grande dei rilevatori costruiti dall’uomo. È quindi ragionevole ammettere la possibilità che possa rispondere a fenomeni che sono invisibili ai dispositivi di misurazione esistenti.
Conclusione
La scoperta di un legame tra la radiazione cosmica registrata sulla superficie del nostro pianeta e la sua sismicità apre nuove ed entusiasmanti opportunità di ricerca. Tuttavia, rimangono domande aperte riguardo alla periodicità osservata e alla possibilità di individuare i luoghi dei terremoti. (METEOGIORNALE.IT)
