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Meteo: andamento al rialzo delle temperature globali

Maggio 2023 a livelli record, la "colpa" è imputabile al Nino

Stefano Ferrari di Stefano Ferrari
13 Giu 2023 - 07:15
in Ad Premiere
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(METEOGIORNALE.IT) Qual è l’andamento reale delle temperature globali, dopo gli allarmi che sono stati lanciati in questi giorni?

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Per farlo, andiamo ad esaminare le temperature e le anomalie della nostra atmosfera, con il database JRA55, che è uno di quelli che vengono adoperati per effettuare calcoli di questo tipo (gli altri sono quello NCEP del NOAA, il database ERA europeo, le rilevazioni satellitari, etc).

Possiamo così vedere che il mese di Maggio 2023 si è concluso con una temperatura media di +15,95°C, con una anomalia termica globale di +0,42°C.

Tale temperature è molto elevata, bisogna tornare indietro al Maggio 2016, quando le anomalie furono identiche, e si trattò del mese di Maggio più caldo dell’intero database che risale al 1955.

Ovviamente, anche nel 2016 c’era il Nino, ed è proprio questo fenomeno che è imputato nel determinare l’aumento termico globale che viene registrato fino a questo momento.

 

Il mese di Giugno presenta un’anomalia ancora più elevata: +0,57°C, con una temperatura media di +16,57°C a questo momento.

A registrare le massime anomalie termiche, in questa prima decade del mese, sono stati il Canada centrale, che ha misurato temperature di +7-8°C oltre il normale, e l’Asia (Russia in particolare) ad est degli Urali, dove le anomalie sono risultate di +10-15°C superiori alla norma 1991-2020.

Sono state queste a “trascinare” le temperature verso l’alto; altra zona particolarmente calda è stata quella attorno alla Penisola Antartica.

 

Ha fatto freddo invece su Ovest Statunitense e sull’Alaska, in Groenlandia, parte dell’Antartide, e, soprattutto, sul Nord Europa e sul Nord Africa.

Alla data dell’8 Giugno, l’anomalia termica è di +0,45°C su media di 30 giorni, un valore che non si raggiungeva dall’inizio del 2020 (+0,52°C), ed inferiore comunque al picco che venne raggiunto tra fine 2015 ed inizio 2016 quando le temperature si innalzarono fino quasi a +0,8°C.

 

Proprio il Nino è l’imputato numero uno per queste anomalie di caldo.

Il NOAA ha annunciato, sulla base dei propri modelli matematici, che tra Ottobre e Dicembre di quest’anno tale fenomeno potrebbe raggiungere un’intensità superiore a +2,0°C di anomalia nella zona Nino 3-4 (Oceano Pacifico Centrale), un valore che potrebbe indicare un fenomeno “super”.

Tali previsioni tuttavia non hanno ancora certezza, altri modelli “dedicati” alla previsione di El Nino darebbero indicazioni differenti, sia per un fenomeno molto più debole che addirittura per un fenomeno eccezionalmente intenso, c’è ancora molta incertezza.

Sulle conseguenze climatiche del Nino, oltre ad un aumento generalizzato delle temperature globali, vi sono anche alcune correlazioni sugli andamenti stagionali, in certe parti del globo.

 

Ad esempio, è possibile che in California si possa verificare un altro inverno tempestoso e piovosissimo (e nevoso sulla Sierra), mentre è possibile invece che nella parte centrale statunitense il prossimo inverno sia particolarmente mite.

Il Nino potrebbe influenzare anche l’andamento invernale sul Mediterraneo, rinforzando la presenza dell’Anticiclone Africano, pur se non esiste ancora una certezza di correlazione climatica. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: conseguenzeglobalininotemperature
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