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Stiamo uscendo da un’ondata di maltempo che, come previsto, ha causato non pochi problemi in varie zone d’Italia. Le condizioni meteo infatti hanno registrato un severissimo peggioramento a causa di un secondo ciclone Mediterraneo scavatosi sul Nordafrica.
Esatto, si è trattato di un secondo ciclone nel giro di una settimana, giorno più giorno meno. Non dobbiamo però dimenticarci che il mese iniziò con la prima alluvione dell’Emilia-Romagna, già all’epoca sembrò un mese destinato a lasciare il segno ma in pochi potevano immaginare quello che sarebbe accaduto in seguito.
Cos’è successo? Ce lo state chiedendo in tanti, giustamente, quello che di possiamo dire è che molto probabilmente chi si pone questo quesito non ha seguito attentamente gli approfondimenti che abbiamo portato avanti fin dallo scorso mese di febbraio. Infatti all’epoca si parlò chiaramente di dinamiche atmosferiche imponenti, dinamiche che coinvolgevano il vortice polare ma che avrebbero avuto ripercussioni nel corso della primavera.
Siamo così arrivati a marzo, poi ad aprile, seguendo costantemente gli effetti di tali manovre e cercando soprattutto di capire se i maggiori effetti avrebbero coinvolto il mese di maggio.
Siamo arrivati poi al punto di affermare, senza paura di smentita, che maggio sarebbe stato il mese peggiore della primavera. Certo, ipotizzare quanto accaduto non era nelle nostre facoltà, non avevamo sfera di cristallo e mai ce l’avremo. Però è anche vero che se si guardano certi movimenti capire cosa potrebbe succedere non è così difficile.
Abbiamo anche detto, lo confermiamo, che da questa crisi non se ne uscirà tanto facilmente e infatti modelli di previsione faticano a proporci un consolidamento dell’estate. (METEOGIORNALE.IT)
