(METEOGIORNALE.IT) Il 15 maggio del corrente anno ha segnato un punto di svolta nella situazione meteorologica globale. Le anomalie termiche superficiali dell’Oceano Pacifico Centrale sono infatti salite fino a +0,503°C oltre la norma 1981-2010, salendo ulteriormente a +0,533°C il giorno successivo. Questo valore rappresenta l’inizio ufficiale della fase del fenomeno noto come El Niño, la cui ultima manifestazione risale agli anni 2015-2016.
La neutralità del Pacifico Centrale è definita quando le anomalie termiche sono comprese tra -0,5°C e +0,5°C. Tuttavia, si parla di El Niño quando le temperature superano la soglia del mezzo grado positivo.
In questa fase, ci troviamo all’inizio del fenomeno, che i modelli matematici prevedono come un El Niño “Strong”, con anomalie superiori ai +1,5°C e paragonabile all’evento del 2015.
Effetti su l’Italia
L’effetto di questo fenomeno sulla stagione estiva in Italia sarà probabilmente minimo, data la fase iniziale in cui ci troviamo. Tuttavia, è possibile che si verifichi un’influenza più significativa durante l’Autunno e l’Inverno.
Vale la pena notare che la zona 1-2 di El Niño, ovvero quella adiacente alle coste peruviane, presenta già dal marzo di quest’anno anomalie termiche eccezionali di +2-3°C oltre la norma. Questa situazione ha influenzato notevolmente il clima di quell’area.
L’arrivo di El Niño ha già innalzato le temperature globali oceaniche da +0,095°C agli attuali +0,277°C, un valore record per questo momento della stagione.
A causa del freddo che ha colpito l’India, le temperature oceaniche attorno al paese sono inferiori alla norma stagionale. Ciò causerà probabilmente un ritardo nella stagione dei monsoni, sebbene al momento le temperature in India siano salite fino a +45°C.
Teleconnessioni e effetti del Nino-Nina
I fenomeni di El Niño e La Niña possono influenzare il clima del nostro Mediterraneo attraverso il fenomeno delle “teleconnessioni”, modificando la distribuzione delle zone di alta e bassa pressione anche nel nostro emisfero.
Tuttavia, gli effetti massimi si verificano ovviamente lungo le coste dell’Oceano Pacifico, dal Sudamerica all’Australia, e anche al Nord America.
Qui si è appena conclusa una stagione invernale sopra le righe: una serie di “fiumi atmosferici” hanno colpito la California, causando nevicate eccezionali. Probabilmente, ciò è dovuto alla particolare configurazione delle anomalie oceaniche, con una Pacific Decadal Oscillation (PDO) sempre più negativa e una La Niña in fase di spegnimento.
Gli effetti sul turismo
Attualmente, si sta lavorando intensamente per liberare le strade dello Yosemite National Park per aprirle al turismo, lottando con muri di neve compatti di tre metri di spessore. Le strade saranno aperte a luglio, ma è probabile che la neve persista al suolo per tutta l’estate, dato che alcune strade salgono fino a oltre 2500 metri di quota.
In conclusione, con l’arrivo ufficiale di El Niño, il meteo dell’estate 2023 prevede un’intensa ondata di caldo e violenti temporali. Gli effetti di questo fenomeno si faranno sentire in maniera più intensa nei mesi autunnali e invernali, a livello globale e, in particolare, in Italia. (METEOGIORNALE.IT)

