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      Meteo è arrivato il “Final Warming” con effetti simili ad uno Stratwarming. Gli effetti e che cosa è

      Effetti significativi in Europa con possibile discesa di aria artica

      Stefano Ferrari
      Stefano Ferrari
      Pubblicato: 18/04/2023
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      5 Min Lettura
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      È arrivato il famoso fenomeno noto come “Final Warming”, con le sue conseguenze decisamente negative su molte zone del Nord Emisfero.

      Il “Final Warming” (in italiano “raffreddamento finale”) è un fenomeno meteorologico che si verifica nella regione polare superiore durante la primavera. In questa stagione, l’atmosfera terrestre si riscalda gradualmente, il che causa una diminuzione della differenza di temperatura tra l’Equatore e i Poli. Questa diminuzione della differenza di temperatura riduce la forza delle correnti a getto polari, che sono venti ad alta velocità che circolano intorno alla Terra.

      Il Final Warming si verifica quando le correnti a getto polari si indeboliscono e si separano in due parti separate. In questo momento, la temperatura dell’aria sopra il polo Nord aumenta improvvisamente, portando alla fine dell’inverno nell’emisfero settentrionale.

      Questo evento meteorologico è importante perché può influire sul clima globale e sui modelli meteorologici a livello regionale e locale. Tuttavia, va notato che il Final Warming è un evento naturale che si verifica ogni anno e non è direttamente correlato al cambiamento climatico causato dall’uomo.

       

      Quando questo fenomeno è improvviso assume le caratteristiche di un vero e proprio Stratwarming, con le tipiche anomalie che tale processo determina sulla circolazione atmosferica a grande scala.

       

      Sebbene una stratosferic warming possa portare ad un riscaldamento nella Stratosfera, ciò non significa necessariamente che comporti un’ondata di calore in superficie. In realtà, a volte la stratosferic warming può portare ad una ondata di freddo in superficie.

      Ciò accade perché il riscaldamento della stratosfera può influire sulla circolazione dell’atmosfera terrestre, in particolare sulla corrente a getto polare, un forte vento ad alta quota che circola attorno al Polo Nord. Se la stratosferic warming è abbastanza forte da indebolire la corrente a getto polare, può causare una deformazione o una separazione delle onde che la compongono, portando ad un riallineamento del flusso d’aria a livello del suolo. Questo può portare all’espansione di masse d’aria fredde dal Polo Nord verso sud, portando ad una ondata di freddo in alcune zone della superficie terrestre.

      Tuttavia, va notato che non tutte le stratosferic warming portano ad un’ondata di freddo. La relazione tra stratosferic warming e clima di superficie è ancora oggetto di studio e dipende da molte variabili complesse, come la forza e la posizione del riscaldamento nella stratosfera e la circolazione dell’aria a livello del suolo.

       

      Le mappe di previsione dei modelli matematici mostrano un forte indebolimento dei venti stratosferici a 10 hPa (si parla di quote di oltre 20 mila metri di altezza circa), che invece di scorrere normalmente da ovest verso est assumono direzione opposta.

      Attorno al 19 Aprile le velocità diventeranno “negative” (venti orientali), rimanendo in territorio fortemente negativo fino almeno al mese di Maggio.

      Al contrario della stagione invernale, dove gli effetti in bassa Troposfera impiegano molti giorni prima di verificarsi, il “Final Warming” tardo primaverile ha effetti quasi immediati.

      Ovverosia si verifica solitamente, in territorio europeo, una discesa di aria fredda dovuta alla posizione settentrionale dell’Anticiclone delle Azzorre.

       

      Questo mese di Aprile è stato finora decisamente freddo sul nostro Continente.

      La prima metà di Aprile mostra infatti anomalie termiche tra i 2 ed i 4°C al di sotto della norma su Germania, gran parte d’Italia, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria e sui Balcani in genere. Ed anomalie tra -0,1° e -1°C in generale tra Francia, Inghilterra e Scandinavia. Questo a causa della prevalenza di correnti artiche su queste zone.

      Sulla già citata vetta svizzera di Saentis, a 2502 metri di altezze, che presenta una lunghissima serie di dati meteorologici che ha inizio nel 1882, l’attuale anomalia termica è pari a -2,4°C per quanto riguarda le minime e di -3,2°C per le massime.

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      TAG:aria articadiscesafinal warmingstratwarming
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