Ci risiamo. Sta per arrivare maggio e con esso comincia il periodo a rischio di ondate di caldo estreme e persistenti. Un rischio che negli ultimi due decenni è notevolmente aumentato, a partire da quella famosa e caldissima estate del 2003, che doveva rimanere un episodio isolato e che, invece, si è ripetuta altre volte, fino ad arrivare all’Estate dell’anno scorso, la più calda di sempre per il continente europeo.
Riavvolgiamo il nastro, torniamo al 2022, e con l’ausilio dell’analisi prodotta dal programma dell’UE Copernicus, ripercorriamo quanto è successo l’anno scorso come monito di quello che potrebbe succedere, e probabilmente succederà ancora nel prossimo futuro.
Per gran parte dell’Europa, il 2022 è stato l’anno più caldo mai registrato e, nel complesso del continente europeo, il secondo dopo il 2020.
Durante tutto l’anno la circolazione atmosferica ha generalmente favorito il caldo e dalla tarda primavera fino a tutta l’estate, il caldo estremo ha provocato condizioni pericolose per la salute umana.
Il caldo estremo ha colpito durissimo nell’Europa sud-occidentale, zona in cui la temperatura media giornaliera del 2022 è stata la più alta registrata dal 1950, con il 30% in più di giorni caldi rispetto alla media e un’elevata frequenza di temperature estreme.
L’unica significativa ondata di freddo continentale si è verificata nel mese di aprile, mentre le ondate di caldo, alcune delle quali hanno prodotto picchi di calore estremi, sono state ben sei.
Il caldo anomalo di marzo
Nel 2022 il caldo anomalo è iniziato a marzo, colpendo principalmente il Nord Europa, a causa della presenza di un pronunciato anticiclone centrato sul Mar Baltico che ha richiamato aria calda dall’estremo sud verso l’Europa nordoccidentale e settentrionale. Nella regione scandinava le temperature massime giornaliere del mese sono state di ben 8°C superiori alla media.
Aria fredda è scesa dal Nord Europa verso il sud del continente, ma condizioni secche si sono registrate un po’ ovunque e in tutta Europa, marzo ha registrato le più grandi anomalie positive di ore di sole mai avute.
Maggio: la prima grande ondata di caldo
Un fortissimo anticiclone, con il suo centro sul Golfo di Biscaglia, ha favorito condizioni prive di nuvole e una forte compressione della massa d’aria verso il suolo, causandone un riscaldamento anomalo. Le anomalie positive delle ore di sole sono state paragonabili a quelle di marzo.
L’Europa meridionale, in particolare Portogallo, Spagna, Francia, Nord Italia e regione alpina, ha registrato un numero di giornate calde superiore alla media. Il giorno più caldo del mese ha visto valori fino a 8°C più caldi della media in alcune zone della Spagna e della Francia.
L’apoteosi calda estiva
L’ondata di caldo di maggio è stata seguita dall’estate più calda mai registrata in Europa. Il numero di giornate calde è stato eccezionalmente elevato, soprattutto nell’Europa sud-occidentale. Le temperature più elevate raggiunte sono state nell’Europa occidentale, con circa 10°C in più rispetto alle tipiche temperature massime estive.
In alcune parti d’Europa, compresa l’Europa centrale e gran parte della Francia, il primo giorno tropicale (con temperatura minima di almeno 20°C) è arrivato intorno a metà maggio, circa un mese prima del solito.
Giugno è stato caldissimo nell’Europa sud-occidentale, Italia compresa, ma nel complesso del continente è stato solo il secondo più caldo dopo quello del 2019.
A luglio, un’area di alta pressione si è stabilizzata sull’Europa occidentale, portando condizioni secche e soleggiate. In combinazione con il flusso di aria calda proveniente dal Nord Africa, ciò ha portato a condizioni di caldo anomalo e persistente sulla maggior parte dell’Europa occidentale. Le temperature hanno superato i 40°C in almeno un’occasione in Spagna, Francia, Italia e, per la prima volta in Gran Bretagna.
Ad agosto, le temperature sono state superiori alla media in gran parte dell’Europa, ma non così estreme come sperimentato all’inizio dell’estate.
Il frequente verificarsi di temperature estreme, accompagnato da una persistente mancanza di precipitazioni, è stato causa di una grave e diffusa siccità osservata in gran parte dell’Europa durante l’estate, Italia compresa.
Caldo anomalo anche ad ottobre
Un intenso ciclone, situato a sud dell’Islanda, ha portato l’aria da un Oceano Atlantico più caldo della media e dall’Europa sudoccidentale nella parte centrale del continente. Di conseguenza, si è verificato un numero insolitamente elevato di giornate più calde della media nella maggior parte dell’Europa.
Per l’Europa nel suo insieme, è stato l’ottobre più caldo mai registrato, ma le temperature medie mensili più elevate sono state riscontrate in una fascia comprsa tra la Spagna orientale, la Francia e l’Europa centrale. In queste regioni, la temperatura media giornaliera massima del mese è stata fino a 7°C superiore alle tipiche temperature massime giornaliere di ottobre.
Il 2022 si è concluso con un altro periodo di caldo anomalo in dicembre, che quanto meno ha avuto il merito di ridurre i consumi di gas per il riscaldamento domestico.
Il 2023, per ora, non sembra aver cambiato registro. La stagione calda sta per iniziare e con essa la preoccupazione di dover affrontare periodi di caldo estremo con un impatto sulla salute umana. Su questo argomento faremo il punto in un altro articolo.
Principale fonte di informazione: https://climate.copernicus.eu/esotc/2022