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Cari lettori, sapete cosa sono i lampi gamma? Le esplosioni più potenti del cosmo finora conosciuto, dopo il Big Bang che ha dato origine all’universo. Risultano pure velocissimi: durano una manciata di secondi e di conseguenza riuscire ad osservarli è molto difficile.

Emettono un’energia incredibile, oltre cento miliardi di volte quella emessa dal Sole in un intero anno (in pochissimi secondi!!) e brillano per un tempo brevissimo, per poi svanire e non riapparire mai più nello stesso luogo dove si sono verificati.

 

 

La storia

Questo fenomeno così assurdo e inspiegabile venne scoperto per la prima volta alla fine degli anni ‘60 dai satelliti militari americani Vela, ma la scoperta fu stata pubblicata solo nel 1973 a causa del segreto militare. Non si seppe dar spiegazione, né si fornì alcun elemento su provenienza, distanza e origine dei lampi ad alta energia.

 

 

Le ipotesi

Da decenni il mondo scientifico ha cominciato a formulare ipotesi. Allo stato attuale, ci si divide fra i sostenitori di un’origine interna alla galassia e coloro che ammettevano un’origine estremamente remota distante.

Una grossa risposta a favore di questa seconda ipotesi è arrivata tra il 1990 e il 1993, con lo strumento Baste (Burst And Transient Source Experiment) a bordo del satellite americano Cgro (Compton Gamma-Ray Observatory). Nel 1992 osservò e localizzò alcune centinaia di lampi.

La scoperta fu che questi erano ben distribuiti uniformemente sulla sfera celeste e non concentrati sul piano galattico. Dopo alcuni mesi, si analizzarono pure la frequenza dei lampi (circa uno al giorno), distinguendoli in brevi (dalla durata minore di due secondi) e lunghi (fino a mille secondi).

Le ultime misure

Le misure della fortissima radiazione emessa nelle bande X, ottica e radio associata al lampo ha permesso di determinare con precisione la posizione della sorgente e di stabilire che le esplosioni provengono da galassie lontane.

Non solo, le misure più recenti han dimostrato che posseggono un’energia enorme, pari a quella che si otterrebbe in pochi istanti se una massa come quella del Sole si “dissolvesse” in luce, numeri con una ventina di zeri!

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