
(METEOGIORNALE.IT) La vita sulla Terra è nata almeno 3,48 miliardi di anni fa! Una scoperta davvero incredibile e inattesa. Da dove viene questa fonte? La nuova conferma arriva grazie ad avanzatissime tecniche di analisi e ricostruzioni 3D di antichissimi fossili rinvenuti a Pilbara, nell’Australia occidentale. Ma vediamo insieme tutti i dettagli utili.
Lo studio
Lo studio, pubblicato sulla rivista Geology, è stato guidato dal Museo di Storia Naturale di Londra. Ma ha visto l’importante partecipazione anche dell’Università di Bologna e del centro di ricerca internazionale Elettra Sincrotrone di Trieste. Come mai questi enti così distanti? Semplice: la scienza unisce svariati campi e altrettante conseguenze. Oltretutto forse non tutti sanno pure la seguente cosa. I risultati ottenuti forniscono anche preziosissime indicazioni per la ricerca di vita (extraterrestre) su un altro pianeta: Marte!
Marte
Alcune rocce presenti sulla superficie marziana sembrano di fatti avere caratteristiche simili a quelle che contenevano i fossili in Australia. Quindi è possibile che miliardi di anni orsono i due pianeti fossero più simili di oggi…
Però attenzione. È doveroso e utile riportare la seguente critica. I reperti come quelli protagonisti dello studio in esame, che testimoniano le più antiche tracce dell’esistenza della vita terrena, potrebbero essere oggetto di dibattito.
Come mai? Si tratta di fossili antichissimi, spesso profondamente alterati dal passaggio di miliardi di anni, datarli diventa assai difficile e lo è ancora di più ricostruire le loro vite.
Per ottenere nuove risposte su questo tema, i ricercatori hanno analizzato con nuove tecniche delle stromatoliti australiane (rocce molto particolari): si tratta di strutture prodotte dall’azione di antichi microrganismi fotosintetici, che c’erano agli albori della Terra.
Il simulatore
Per capire se si trattasse effettivamente di tracce lasciate da organismi vissuti miliardi di anni fa, i ricercatori hanno combinato diversi metodi, effettuando persino una ricostruzione in 3D dei microscopici dettagli presenti all’interno, con una straordinaria risoluzione inferiore al milionesimo di metro.
Insomma, un lavoro certosino e assolutamente impensabile qualora non si avessero le tecnologie di ultimissima generazione. (METEOGIORNALE.IT)

