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Home Ad Premiere

Clima del passato: ricostruite le stagioni degli ultimi 11 mila anni. Grandi Sorprese

Davide Santini di Davide Santini
14 Mar 2023 - 16:30
in Ad Premiere
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(METEOGIORNALE.IT) È fondamentale capire il clima del passato. Come mai? Per intuire quanto è cambiato nel corso nei millenni e quanta colpa ne ha l’uomo, con le sue attività.

Sono state ricostruite con un dettaglio senza precedenti le stagioni estive e invernali degli ultimi 11mila anni: lo studio, di importanza realmente fondamentale, è stato possibile grazie alle informazioni custodite in carote di ghiaccio raccolte in Antartide.

Più si va in profondità e maggiori sono i dati disponibili: ebbene, la carota è arrivata ad oltre 3 chilometri di lunghezza.

 

I ricercatori

Tyler Jones , Primo Ricercatore e Autore dello studio, intervistato dall’agenzia di stampa ANSA ha detto le seguenti parole. “L’obiettivo del gruppo di ricerca era quello di spingere un po’ più in là i confini di ciò che è possibile per quanto riguarda le interpretazioni del clima passato e per noi questo significava cercare di capire il clima a livello stagionale, dall’estate all’inverno, per molte migliaia di anni”.

Ciò è così importante anche per capire le reali fluttuazioni naturali, conoscendo quali cicli planetari e stagionali avvengono naturalmente, senza le cosiddette forzanti antropiche. Inoltre, cosi facendo, è possibile identificare meglio la responsabilità umana sul cambiamento climatico.

 

Il processo

I ricercatori hanno esaminato una tubo lungo più di 3 chilometri, che custodisce dati relativi fino a 68mila anni fa. Ma come si fa a studiare il clima? Si fa riferimento alle concentrazioni di alcuni isotopi dell’acqua, cioè elementi che hanno stesso numero di protoni ma diverso numero di neutroni.

Ovviamente, detta così sembra semplice, ma in realtà è un processo estremamente difficile, a causa dell’elevata precisione richiesta. Per i dati remoti le fluttuazioni sono affette da errori anche considerevoli, ma negli ultimi 11 millenni è stato possibile avere misurazioni ad altissima risoluzione.

 

Le considerazioni

I dati così ottenuti hanno gettato nuova luce sulle temperature e sulla circolazione atmosferica del passato, comprese le transizioni tra ere glaciali e periodi più caldi. Inoltre, ancora una volta e qualora ce ne fosse ancora bisogno, il global warming antropico è più intenso, rapido e coinvolgente di tutti quelli precedenti. Stiamo vivendo il periodo di cambiamento maggiormente intenso della storia umana recente. Spetta e spetterà a noi adattarci e mitigare, per evitare di arrivare al punto del non ritorno… (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: caldocambiamenti climaticiclimasiccità
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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