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Freddo polare si potrebbe associare, idealmente, al Vortice Polare. Già, il pensiero va lassù e a quelle dinamiche atmosferiche che potrebbero nuovamente stravolgere le condizioni meteo climatiche.
Appurata l’imminente fase anticiclonica, peraltro associata a un cospicuo rialzo delle temperature, stiamo valutando i segnali lanciati da alcuni autorevoli centri di calcolo. Al di là delle proiezioni meramente modellistiche, che peraltro lasciano intravedere possibili cambiamenti a stretto giro, ben più interessanti risultano essere le proiezioni riguardanti alcuni pattern climatici.
Si è parlato di riscaldamenti stratosferici, ovvero iniezioni d’aria calda in direzione dei piani più alti dell’atmosfera. Laddove domina imperterrito il Vortice Polare. Or bene, tali riscaldamenti stanno assumendo proporzioni esagerate e come si dice in gergo tecnico il riscaldamento stratosferico potrebbe essere “Major“.
Significa che potrebbe portare all’inversione dei venti zonali e conseguentemente a un indebolimento sostanziale del Vortice Polare. Vortice che potrebbe andare incontro al cosiddetto “displacement“, ovvero una dislocazione strutturale rispetto alla propria sede di appartenenza. Inoltre andrebbe incontro a un allungamento strutturale importante.
Dopodiché potrebbe addirittura sgretolarsi, ma a prescindere dallo split ci aspettiamo effetti rilevanti anche in caso di displacement. Ovvero un’azione artico-continentale di quelle massicce, di quelle capaci di far battere i denti su gran parte d’Europa e magari pure in Italia.
Si stanno gettando le basi per un’ultima decade di febbraio realmente invernale, anzi fortemente invernale. Così come potrebbe esserlo anche la prima metà di marzo se non addirittura tutto il prossimo mese. Ma ne riparleremo. (METEOGIORNALE.IT)
