
(METEOGIORNALE.IT) Ancora una volta il meteo ci diche che siamo di fronte all’alta pressione. E l’inverno? Quella stagione che è solitamente fredda per alcuni mesi prima di lasciare finalmente spazio a un clima più mite a marzo. Se qualche tempo fa noi europei eravamo i più avvolti dal cambiamento climatico invernale, ci seguono a stretto giro i nordamericani: a New York quest’anno non c’è mai stata una forte nevicata e l’ondata di freddo che c’è stata, seppur furiosa, è stata fugace e seguita da temperature altissime.
C’è venuta addosso un’alta pressione aggressiva, con tutte le caratteristiche che si presentano d’estate, ma che alle basse quote stiamo avvertendo appena perché è inverno. In quota l’aria è molto asciutta, in pianura sono mancati i nebbioni tipici dell’alta pressione perché questo non è un anticiclone invernale, bensì estivo. La nebbia nelle coste è giunta perché il mare, seppur caldo, contrasta con il calore diurno dell’anticiclone e l’acqua marina si condensa in vapore acqueo. Ma ecco che per fortuna l’anticiclone sta perdendo forza, e il tempo dovrebbe cambiare, forse anche notevolmente la prossima settimana.
Ciò che stiamo vivendo è un clima cosiddetto estremo. La nostra generazione non ha avuto l’attenzione essenziale per rimediare agli errori del passato e fermare putridume che ogni giorno disperdiamo nell’atmosfera. Ci sono idee per rallentare il cambiamento, la tecnologica, ci sono i danari dei paesi ricchi, ma non c’è abbastanza impegno per mettere in pratica qualcosa di veramente concreto. E non tiriamo fuori il veto deciso dalla Commissione Europea di costruire e vendere auto alimentate da energia di origine fossile in Europa per risolvere tutto. L’energia elettrica in gran parte si produce con gas e carbone.
Parte della follia del tempo che si vive dipende anche dalle fluttuazioni climatiche, ma causa principale conclamata sono le attività umane.
Insomma, l’alta pressione esistente ha connotazioni estive, con valori di pressione molto elevati in alta quota (geopotenziale). Sono situazioni che favoriscono temperature elevate anche alle quote dove ci sono i ghiacciai, tanto che l’innevamento alpino è scarso.
Poi ora si torna a parlare di siccità al Nord Italia, come se negli altri mesi fosse tutto tornato nella normalità. D’altronde nelle Alpi c’è un po’ di neve e si scia, e sembrava inverno. Ma è stata un’illusione perché si sta compiendo l’ennesimo disastro meteo invernale.
In tutto quello che vediamo non c’è niente di nuovo. E quando certe situazioni si ripetono nello stesso modo ogni anno, si parla di schemi meteorologici, in anglosassone “pattern”, termine che indica (in forma semplificata) strutture atmosferiche abituali, di cui conosciamo anche le potenziali conseguenze. Ma c’è anche la novità dell’intenso riscaldamento nella Stratosfera che potrebbe innescare ondate di forte gelo se dovesse, come sta avvenendo alle alte quote, invertire la rotta delle correnti, ed in Europa si passerebbe da un mite inverno ad una improvvisa e inopportuna fortissima ondata di gelo di fine stagione.
Direte perché inopportuna? Perché sarebbe un eccesso meteo che si aggiunge a tutta una serie che abbiamo visto questi anni. Sarebbe stato normale avere anche il gelo dalla Siberia assieme a periodi di tempo invernale, non dopo, o appena successivamente, una decina di giorni di alta pressione africana.
Se dovessero invertirsi le correnti si avrebbe un’improvvisa ondata di gelo, e per dire, ci rammentiamo quella di fine febbraio del 2018. Ma quest’anno, complici le alte temperature, ci sarebbero maggiori danni agricoltura e nelle piante che germogliano.
In Italia, “in questo periodo dell’anno, la normalità meteo climatica vedrebbe le perturbazioni oceaniche riprendere a transitare con maggior regolarità, dopo una riduzione tipica di gennaio”.
Questo è il periodo di picco massimo della stagione invernale per l’Italia intera, ma c’è l’alta pressione africana, ed il maltempo invernale potrebbe essere rimandato alla prossima settimana, e già si annunciano eventi atmosferici estremi. E a questo punto ci sarà marzo che potrebbe patire duramente del meteo invernale.
La realtà è che viviamo soprattutto anomalie, ed anche il Vortice Polare in displacement andrà nel caos, e chissà se si ricompatterà diventando fortissimo in marzo, favorendo altra mitezza per poi sganciare gli effetti della sua fine ad aprile, con le oramai tradizionali gelate.
Il meteo del passato ci ricorda che abbiamo visto numerosi eventi estremi da sempre, però in questi anni le caratteristiche sono diverse, con le stagioni che sono sconnesse dalla realtà di un tempo. (METEOGIORNALE.IT)
