Da poche ore l’anticiclone ha riavvolto tutta la penisola ed ormai con certezza possiamo affermare che ci farà compagnia per quasi tutta la settimana. Ci avviamo verso un periodo meteo più mite e dal sapore simil-primaverile su tante regioni ma… attenzione! Non dobbiamo farci trarre in inganno perché l’inverno non è ancora concluso e può riservare sorprese, come ci spiega il nostro Raffaele Laricchia: “esattamente, statisticamente le occasioni fredde più ghiotte si manifestano proprio nel mese di febbraio e nei primi giorni di marzo, quando il vortice polare inizia fisiologicamente ad allentare la presa e a riversare parte della sua aria gelida verso latitudini inferiori”.
ANDREA MELONI (Amministratore di Meteogiornale.it): “come definiresti questa situazione atmosferica? Intendo, questa alta pressione in pieno febbraio?”
RAFFAELE LARICCHIA (tecnico meteorologo): “certamente stiamo vivendo un’anomalia che, per quanto a molti possa piacere, purtroppo non porta giovamento alla natura. Sarà un anticiclone dalle caratteristiche tardo-primaverili, insomma tipiche di maggio, basandoci sull’altezza dello zero termico previsto (oltre 2500 metri da nord a sud) e sui geopotenziali molto alti previsti in particolare al nord Italia”.
ANDREA MELONI: “Caldo, troppo caldo. Quali effetti avrà sulla natura?”
RAFFAELE LARICCHIA: “La mitezza e la stabilità in arrivo non fanno altro che amplificare ulteriormente la siccità già presente (e in realtà mai andata via) sulle regioni del nord e tante località tirreniche. La carenza di pioggia per colpa di questi avvolgenti anticicloni sub-tropicali sta producendo effetti devastanti sui ghiacciai alpini, sul manto nevoso a quote medio-alte e anche sulla vegetazione. Deve tornare a piovere e a far freddo urgentemente, soprattutto al nord, altrimenti sarà altissimo il rischio di provvedimenti nei prossimi mesi”.
ANDREA MELONI: “Torneranno freddo e neve?”
RAFFAELE LARICCHIA: “Volevo arrivare proprio a questo punto! L’anticiclone che ci farà compagnia per gran parte della settimana non deve trarci in inganno, poiché l’inverno è tutt’altro che terminato. Nell’ultima decade di febbraio sembra prender piede l’ipotesi di una nuova avvezione fredda artica verso l’est Europa, la quale potrebbe coinvolgere in modo marginale il Mediterraneo. Ovviamente è impossibile, ad ora, capire se queste presunte ondate di freddo intenso possano raggiungere l’Italia, ma quantomeno esistono delle ipotesi fondate su cui ragionarci (e che non riguardino il solito anticiclone)”.
ANDREA MELONI: “Ora si parla di riscaldamento della Stratosfera in atto con picco questa settimana, altro elemento che potrebbe disturbare l’avvio di un normale mese di marzo. Che pensi a riguardo?”
RAFFAELE LARICCHIA: “Non è sempre scontato che un riscaldamento stratosferico riesca a produrre effetti più in basso, in troposfera, per cui rappresenta sempre una grande incognita per le sorti invernali. Il riscaldamento che si sta compiendo è di tipo MMW displacement dalle conseguenze limitate per la troposofera. L’effetto più marcato potrebbe essere, nel corso delle prossime due settimane, quello di un riversamento di depressioni fredde dal Canada e dalla Groenlandia verso l’Europa settentrionale e quella orientale, che comporterebbe un rigonfiamento dell’anticiclone sull’Atlantico centro-settentrionale. Insomma anche con questa dinamica le perturbazioni atlantiche potrebbero latitare sulle regioni del nord e del lato tirrenico, mentre condizioni meteo più invernali le troveremmo sull’Adriatico e al sud”.